Come difendersi delle multe: i principali motivi di ricorso

Anche nel 2018 i comuni puntano a fare cassa aumentando il numero delle multe

Come ogni anno analizzando i bilanci di previsione 2018 già approvati emerge la tendenza dei comuni italiani di puntare sull’aumento degli incassi provenienti dalle multe per far quadrare i bilanci, almeno questo è quanto emerge da un’indagine dell’Adnkronos pubblicata nei giorni scorsi.

Dai dati pubblicati le uniche città che non si sono uniformate a questo generalizzato aumento delle multe sono Bologna e Rimini.

Infatti stando al bilancio 2018 del Comune di Bologna le sanzioni per violazione al codice della strada ammontano a 30,8 milioni di euro, quindi circa 9 milioni in meno dei 39 milioni e 119.000 previsti nel bilancio 2017.

Anche nel Comune di Rimini gli incassi provenienti dalle multe passeranno da 10,1 a 9,5 milioni di euro.

 Come difendersi dalle multe

Come è possibile difendersi dalle multe?

Molto spesso le multe notificate agli automobilisti presentano una serie di vizi che le rendono illegittime e che consentono agli stessi di ottenerne l’annullamento presentando ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace.

La materia dei ricorsi contro le multe è in costante aggiornamento ad opera del Legislatore, ma soprattutto per effetto delle numerose sentenze emesse dalla Corte di Cassazione e dai vari Giudici di Pace presenti sul territorio nazionale.

Ma quali sono i principali motivi per i quali è possibile contestare una multa per violazione del codice della strada?

Quello che segue è un elenco parziale dei possibili motivi di annullamento, che racchiude solo quelli statisticamente più frequenti.

Pertanto se il verbale non presenta uno o più dei vizi elencati non è detto che lo stesso sia assolutamente regolare, quindi il consiglio è quello di far analizzare il verbale a degli esperti di ricorsi contro le multe prima di procedere con il pagamento del verbale.

  • Multa emessa con un autovelox non tarato

A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 113 del 18 giugno 2015 tutti i dispositivi per la rilevazione di velocità – autovelox (fissi e mobili), tutor e telelaser – devono essere sottoposti ad una verifica di taratura con cadenza almeno annuale.

Pertanto un verbale emesso con un dispositivo non regolarmente tarato può essere contestato mediante ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace.

Questo rappresenta un vizio molto diffuso, soprattutto, nei verbali elevati con autovelox mobili direttamente gestiti dagli agenti accertatori, i quali molto spesso per motivi di budget non procedono alla verifica di taratura degli autovelox.

  • Multa notificata oltre i termini di Legge

Fatta eccezione per le multe elevate a vetture a noleggio o destinate a proprietari residenti all’estero i verbali per violazione al codice della strada devono essere notificati entro 90 giorni dall’infrazione.

Per quanto riguarda il calcolo di questo termine è necessario fare una importante precisazione, posto che molto spesso – sulla base di errate informazioni – gli automobilisti sono indotti a contestare verbali regolarmente notificati nei termini.

Infatti la data a cui fare riferimento è quella in cui il verbale è stato consegnato al servizio postale per la spedizione e non la data in cui il verbale è stato consegnato al destinatario.

Tuttavia è da tale ultima data che decorrono i termini per la proposizione del ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace ed il termine di cinque giorni per il pagamento in misura ridotta del 30%.

Se nel verbale è possibile individuare uno dei vizi analizzati è possibile impugnare la multa con buone probabilità di accoglimento.

Come detto quelli indicati rappresentano i due vizi più diffusi nei verbali notificato ogni giorno agli automobilisti, tuttavia il consiglio è sempre quello di affidarsi a degli specialisti del settore che visionano ogni giorno decine di verbali e che sono costantemente aggiornati sulle novità normative e giurisprudenziali in materia di ricorsi contro le multe.

 

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