Cosa si sta facendo per il riscaldamento globale

Il riscaldamento globale è uno fra i temi più attuali e che tocca gran parte delle persone in tutto il mondo. Da qualche anno oramai non si può far a meno di notare che si riscontrano estati caldissime e temperature insolite che pervadono per tutto l’arco dell’anno.

riscaldamento globale

Indirettamente, sappiamo che tutto questo dipende da noi. Ed infatti è proprio così: gas serra, anidride carbonica, combustibili fossili sono tra i materiali che, con l’effetto serra (quindi trattenendo il calore rilasciato dalla terra che proviene dal sole) generano un surriscaldamento climatico piuttosto evidente.

In tutto questo, anche il buco dell’ozono condiziona il surriscaldamento globale. Sembra infatti che il buco nell’ozono garantisce meno protezione contro i raggi UV. È anche per questo motivo che i ghiacci si stanno sciogliendo più velocemente.

Ciononostante, molti sono gli enti e gli stati che stanno provvedendo a curare il cambiamento climatico, anche l’Italia stessa. Le riduzioni di anidride carbonica e il pseudo-azzeramento del carbone sono oggi una priorità e si prevede che nell’arco di qualche decennio si possa raggiungere una produzione ecosostenibile ed un ambiente sempre meno danneggiato.

Riscaldamento globale: cosa stiamo facendo

Per quanto molta informazione possa essere all’oscuro, se si fa una breve ricerca anche in rete si scopre che l’Italia è attiva per quanto riguarda non solo la “cura” del riscaldamento globale, ma anche considerando l’ecosostenibilità del paese in generale.

Basti pensare alle notevoli riduzioni del carbone, riduzioni oggi sempre più attuate nel bel paese. Sembra infatti che l’Italia si sia focalizzata non solo sulla riduzione delle emissioni di CO2 (si prevede un drastico taglio dell’anidride carbonica, si parla di un 50%), ma anche sulla decarbonizzazione totale.

La crescita esponenziale sta diventando sempre più obsoleta. Il “capitalismo” del produrre e produrre all’infinito si sta rivelando nocivo ed è per questo motivo che si è sempre più alla ricerca di un sistema ed un ambiente sostenibile e condiviso, in cui si risulta equilibrati nel consumo delle risorse.

Una fra le strategie principali adottate è quello di utilizzare materie differenti dalle materie prime (utilizzandole di meno di conseguenza), tentando di creare prodotti riciclabili al 100%. Di certo non è un obiettivo semplice, ma questo può portare quasi inevitabilmente verso una sensibilizzazione e coscienza notevole per quanto riguarda l’utilizzo delle materie per la produzione.

Un importante passo in questo senso è la misurazione della produzione con i Bes (indici di Benessere Equo e Sostenibile) e non considerando il Pil e, di conseguenza, solo ed esclusivamente la produzione. La crescita e lo sviluppo dello stato italiano è quindi oggi sotto una sorveglianza assai diversa rispetto a quella di qualche decennio fa, considerando che la qualità andrà a prediligere sulla quantità.

Naturalmente, ci sono anche alcuni punti che ostacolano il tutto, come ad esempio la crisi politico-economica che causa non pochi problemi al cambiamento sostenibile. Tuttavia, grazie a piccole realtà sempre più in crescita si stanno verificando evoluzioni e miglioramenti che, inevitabilmente, andranno ad influenzare la produzione e l’ambiente stesso.

 

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