Cos'è e a cosa serve la prova del carbonio 14

Si potrebbe pensare che riscoprire l’origine di una documento scritto, di una pergamena o di un edificio presenti un processo misterioso e oscuro a molti. Tuttavia, grazie ad alcuni chimici fra gli anni ’50 e gli anni ’60, si è riusciti a trovare un metodo infallibile per stimare l’età di un reperto anche molto antico. Tale tecnica è la cosiddetta prova del carbonio 14.

prova carbonio 14

Con la prova del carbonio 14 si può verificare l’età di qualunque oggetto che presenta resti vegetali, semplicemente compiendo una semplice analisi chimica, ovvero verificando quanto carbonio 14 è andato perdendosi durante la morte del vegetale in questione.

La scoperta della prova del carbonio 14

Tutto cominciò quando, nel 1940, Martin Kamen venne alla scoperta del carbonio 14, un isotopo radioattivo del carbonio. Tale isotopo presentava un tempo di dimezzamento di circa 6000 anni e, poco dopo, gli scienziati si resero conto che l’azoto che risiedeva nell’atmosfera andava a modificarsi in carbonio-14 mentre veniva attraversato da raggi cosmici.

In questo modo si verificava un certo equilibro tra il carbonio 14 che si stava formando ed il carbonio 14 in decomposizione. Si può quindi dedurre che una piccola quantità di carbonio 14 è sempre pervasa nell’atmosfera terrestre.

Successivamente, circa 7 anni dopo, Willard Libby (famoso chimico statunitense) comprese che le piante riuscivano a trattenere particelle di carbonio 14 durante il processo di fotosintesi. In vita, una pianta riesce ad immagazzinare una certa quantità di carbonio 14, mentre quando muore rilascia l’isotopo. Calcolando poi il carbonio 14 all’interno della pianta si può dedurre di conseguenza la vita della pianta.

Grazie a questa tecnica si ha avuto la possibilità di decifrare l’età di oggetti che hanno posseduto resti vegetali (tessuti, legno o pergamene) fino a quarantamila anni fa. Con questo studio, Willard Libby fu premiato con il premio Nobel per la chimica.

I principali metodi per la prova del carbonio 14

Esistono due principali metodi utilizzati per verificare l’età di un derivato vegetale. Uno è il cosiddetto metodo del contatore proporzionale. Grazie ad un contatore Geiger è possibile misurare gli elettroni all’interno del carbonio 14 in decadimento. Tale metodo fu il primo che venne adottato.

L’altro metodo (più recente) riguarda la spettrometria di massa. Nello specifico, viene usato un spettrometro di massa che viene misurato con la concentrazione di carbonio 14 all’interno di un campione specifico.

Da notare che, con gli anni, si sono verificati numerosi cambiamenti atmosferici causati da agenti quali combustibili fossili, produzioni industriali, inquinamento, etc. Conseguentemente, l’accuratezza della datazione ricavata dal carbonio 14 ha dovuto subire altri calcoli e processi che hanno considerato anche i cambiamenti apportati da agenti esterni degli ultimi decenni.

Uno fra i più famosi esami  di carbonio 14 è senz’altro lo studio condotto sulla Sacra Sindone di Torino. Nello specifico, nel 1988 venne effettuata la prova sul lenzuolo in ben tre laboratori, confermando successivamente che, per una percentuale del 95%, il lenzuolo appartiene tra il 1260 e il 1390. Da notare che questo periodo risulta concomitante all’esistenza vera e propria della Sindone e, di conseguenza, sembra risultare attendibile.

 

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