Depressione e disoccupazione: l’influenza della tecnologia

Il disagio sociale è un tema ricorrente in questi ultimi tempi. Spesso e volentieri, sui telegiornali e su gran parte delle news online, si viene a conoscenza di casi legati a criminalità, emarginazione, ma soprattutto depressione e disoccupazione. I tempi di crisi di questi ultimi anni hanno senz’altro influito, ma il lato culturale legato alla tecnologia è stato un altro fattore che ha condizionato gran parte dei disagi sociali moderni.

La dipendenza e la depressione tecnologica

Spesso su internet si sente parlare di “millenials”, ovvero coloro nati a fine anni 90 e primi anni 2000. Essi sono soggetti che si ritrovano di fronte ad una realtà abbastanza distorta e parecchio differente ai decenni precedenti. La tecnologia, nell’arco di pochissimo tempo ha compiuto passi da gigante ed ha cambiato quasi radicalmente le nostre vite.

Basti pensare all’avvento dei social che, per quanto abbia portato benefici relazionali e di comunicazione, sono state riscontrati numerose “falle nel piano”, come il cyberbulllismo o fattori di dipendenza/depressione sempre più in diffusione.

I Millenials

La società è quindi divenuta sempre più complessa e tuttavia sempre meno comprensibile per coloro che non sono “millenials”. Questi ultimi si ritrovano infatti ad affrontare un mondo ed un modo di vivere che non si era mai visto prima. Ad esempio, anche solo in ambiente lavorativo, si verifica che spesso i dipendenti di aziende o i giovani tirocinanti, lasciano il lavoro dopo qualche anno o addirittura qualche mese, quasi come se portassero con sé un certo peso sulle spalle che impedisce loro di “tenere duro”.

Il mancato appagamento in ambito lavorativo rischia di scaturire in depressioni, mancanza di autostima e in una conseguente disoccupazione. L’avvento di internet, dei social e sostanzialmente delle distrazioni permanenti che hanno portato le nuove tecnologie, sono senz’altro un fattore parecchio influente in questo campo.

La dipendenza della messaggistica

Considerando inoltre che la ricezione di messaggi rilascia dopamina (che è la stessa sostanza che si rilascia bevendo alcool o facendo scommesse, ad esempio), molto spesso si rischia di cadere in una vera e propria dipendenza, evitando sempre più relazioni vere e proprie con le persone, utilizzando il “filtro” delle app di messaggistica e dei social.

Nonostante non si parli di alcool o droghe, la differenza fra la dipendenza dai social e da queste ultime non è poi così lontana. Purtroppo o per fortuna, il mondo social è in via di sviluppo e tuttavia ancora da conoscere in maniera approfondita. Tuttavia, se lo si usa con cautela e, capendo che è qualcosa che non fa bene alla nostra salute se ne abusiamo, può risultare un mezzo utilissimo per comunicare ed organizzarsi, sia in ambito lavorativo che in ambito umano.

Molti sono i disagi sociali che continuano a verificarsi negli anni. Tuttavia, un “nuovo” fattore di disabilità è proprio l’influenza dei social e della messaggistica tecnologica. Le relazioni ed il modo di relazionarsi con le persone stanno cambiando notevolmente e, sia i “millenials” che i loro predecessori, sono tenuti a comprendere ed a convivere in questo nuovo avvento tecnologico.

 

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