Il diritto romano: un ordinamento giuridico oltre ogni tempo

Considerando gli avvenimenti storici, il diritto italiano ha le sue radici nel diritto romano. Proprio i romani hanno influenzato le radici legislative della costituzione attuale e delle leggi istituite pubblicamente fino ad oggi.

Romani e diritti

Ma perché il diritto romano viene considerato un ordinamento giuridico oltre ogni tempo? Semplicemente perché il tempo stesso era un fattore chiave della civiltà romana. Quasi ossessivamente, il trascorrere del tempo influenzava gran parte delle leggi e dei diritti delle persone.

Basti pensare ad una legge come l’usucapione. Letteralmente, usucapione significa “ottenere con l’uso” ed ancora oggi è una legge condiziona dal tempo. Tenendo di conto che una persona con l’usucapione ha la possibilità di utilizzare un bene rispetto al proprietario che lo trascura nel tempo, con il passare degli anni si può ottenere un certo bene utilizzandolo diversamente da chi lo possiede.

Per quanto possa ritenersi lievemente disonesto nei confronti del proprietario, quello che influenza maggiormente l’usucapione è proprio il tempo. Infatti, se si ha una certa continuità nel possedere un bene (o comunque si attesta di averlo posseduto per un determinato periodo) si può usucapire il bene in questione.

Il tempo in chiave giuridica

Nell’epoca romana era persino possibile far presente l’usucapione per elementi della famiglia. La coerenza del diritto romano dimostrava che il pater familias, essendo titolare di beni della famiglia, schiavi e cose, era il “proprietario” dei diritti di tutta la famiglia e poteva anche impossessarsi della consorte con la cosiddetta manus maritalis. Per non entrare in conflitto con la legge, spesso la moglie si allontanava per tre notti da casa, così da interrompere il periodo necessario per ottenere l’usucapione.

Un ragionamento analogo può esser fatto per la prescrizione. Se con l’usucapione si ottiene un diritto se lo si esercita, con la prescrizione lo si perde se non lo si esercita. Come sappiamo, dopo un determinato lasso di tempo si possono perdere beni mobili e immobili e tale procedura giuridica si chiama prescrizione.

Vigente sia nel diritto civile che penale, la prescrizione genera una perdita di un diritto in base a un tempo specifico. Questa è un'altra dimostrazione di quanto il tempo nel diritto romano era un elemento chiave e di quanto abbia influenzato le leggi tutt’oggi.

Diritti odierni e antichi

Ad ogni modo, sia per quanto riguarda l’usucapione sia per quanto riguarda la prescrizione, è il soggetto in questione che gestisce il proprio tempo. In fin dei conti, i lassi di tempo sono piuttosto lunghi per entrambi i processi legislativi. Spesso si ha bisogno di anni per far si che un bene vada in prescrizione o passi di proprietà per usucapione.

È opportuno puntualizzare che spesso è difficile, rendere sia la prescrizione che l’usucapione, processi legislativi chiari a tutti gli effetti. Questo perché proprio il passare del tempo si rischia di far perdere eventuali prove e testimonianze per ricorsi. In sintesi, l’elemento preponderante del tempo nel sistema giudiziario romano è un’arma a doppio taglio: può essere ciò che lo contraddistingue ma, allo stesso tempo, può generare ingiustizie ed incomprensioni (considerando leggi come la prescrizione e l’usucapione).

 

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