Pubblica utilità: ciò che è indispensabile

La pubblica utilità è in gran parte dei casi una necessità per i cittadini. Si può considerare la pubblica utilità qualunque operazione d’interesse pubblico, indirizzato verso un miglioramento per i cittadini e per il luogo in cui abitano. Ad esempio, disporre di biblioteche fornite e con disponibilità d’orario ampie, poter usufruire di mezzi pubblici per spostarsi agevolmente, godere dell’aiuto di enti dedicati alla salute come ospedali e case di cura sono diritti di pubblica utilità che dovrebbero essere indispensabili per ogni cittadino.

Lavori di pubblica utilità

Non sempre, tuttavia, si hanno a disposizione tali servizi pubblici e spesso non si può godere di una cultura ampia o di trasporti adeguati. Non sempre si risiede in un luogo dove questo può esser realizzato. Ciononostante, anche se si risiede in un piccolo paese a 15/30 minuti dalle “cittadine” o perlomeno da centri culturali, per quanto riguarda la mobilità (soprattutto con i trasporti pubblici) non è sempre facile.

Generalmente, gli autobus hanno fermate in ogni paese ed il percorso quasi sicuramente conduce verso la città. Tuttavia, non è semplice far corrispondere gli orari della biblioteca oppure quelli di un ospedale con quelli dei mezzi pubblici. Chiamando tali enti oppure consultando orari in rete, è possibile organizzarsi in tal senso, ma non è sempre il caso. Gli enti pubblici potrebbero provvedere agevolando coloro che necessitano di tali servizi, sia su un piano culturale che salutare.

Pubblica utilità: uffici di collocamento

Potremmo aprire una piccola parentesi anche sul lavoro, facendo una considerazione sugli uffici pubblici di collocamento, ad esempio. Gli uffici di collocamento risultano piuttosto ampi e disponibili in centri tendenzialmente abitati o che comunque risiedono in grandi città. Invece, in paesi piccoli dove l’ufficio collocamenti più vicino è piuttosto distante, spesso si ha fatica a raggiungere la posizione o il posto di lavoro desiderato.

Questo tuttavia non significa che un abitante che risiede al di fuori dei centri culturali non abbia le stesse possibilità di chi abita vicino a centri di collocamento (anche perché con internet è possibile controllare il tutto anche da casa propria), ma se colui che non risiede vicino a tali posti necessita di documentarsi e conoscere autonomamente come funzionano tali enti, internet potrebbe non bastare.

L’influenza della residenza

Anche se oggigiorno internet riesca a risolvere gran parte delle comunicazioni fra cittadini ed enti pubblici, il fattore della residenza non è cosa di poco conto, soprattutto se l’ambizione lavorativa e culturale è alta rispetto alla media. Discorso a parte potrebbe esser fatto per la salute: se una particolare richiesta viene effettuata e di conseguenza accettata, è probabile che l’ente provinciale o comunale possa provvedere ad agevolare l’utente in questione.

In sostanza, la pubblica utilità è ciò che può cambiare il modo di vivere per gran parte delle persone e, in base ad alcuni fattori come ad esempio la residenza o la disponibilità di enti pubblici, si può avere o meno aspettative soddisfatte e sostanzialmente stili di vita che, purtroppo o per fortuna, si basano in buona percentuale sull’utilità degli enti pubblici.

 

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