Vespa, uno scooter per l'eccellenza Italiana

Quanti hanno provato l’ebbrezza di guidare una vespa Piaggio? Quanti si sono sentiti trasportati nei primi anni ’60 e nei periodi del dopoguerra? Un modello come la Vespa è un mezzo storico a livello nazionale (e non solo) e tutt’oggi è una vera e propria mascotte del bel paese.

piaggio vespa

Le frequenti e recenti innovazioni in quanto a scooter hanno portato verso nuove leve, ma la vespa è sempre rimasta in auge, rimanendo un pezzo d’antiquariato. Un modello come la vespa Px o la stessa vespa Piaggio è senz’altro quello che fu uno fra i primi mezzi di locomozione comune a qualunque cittadino italiano.

Le origini della vespa Piaggio

La vespa ha origini ben radicate nel tempo, anche se in primis non fu una famiglia produttrice di motociclette e simili, bensì si occupava di costruire aerei. Nella prima guerra mondiale, Rinaldo Piaggio con la sua società si occupo di creare idrovolanti e aeroplani. Pisa e Pontedera furono due sedi importantissime, sia nella prima che nella seconda guerra mondale. Piaggio fu un produttore fondamentale in quei periodi e gli stabilimenti aerei dell’azienda risultavano punti strategici durante la guerra.

Nel dopoguerra, a continuare la vita della Piaggio furono i figli Enrico e Armando, tuttavia cambiando orizzonti. Fu proprio Enrico Piaggio a voler ideale un mezzo che, nei periodi del dopoguerra, fosse un modo per poter muoversi liberamente ed economicamente. Infatti, la vespa piaggio fu una vera e propria rivoluzione in quei periodi, dimostrando di risultare un prodotto accessibile per tutti.

Uno fra i primi modelli fu “Paperino”, un motorscooter dalla forma insolita. Tuttavia, inizialmente non ebbe il successo che si aspettavano, decidendo di conseguenza di riformare il progetto e riproporre un nuovo modello sul mercato.

Grazie alla collaborazione di Corradino D’ascanio (ingenere areonautico d’alto livello), si attuò un’idea insolita per quanto riguarda la realizzazione del nuovo ciclomotore. Infatti, la vespa venne progettata con un braccio simile ad un carrello per gli aerei, oltre che con una carrozzeria che riusciva a proteggere il guidatore da schizzi e acqua (nonostante l’ergonomia per le motociclette fosse ancora agli albori).

Perché si chiama vespa?

Ma perché fu chiamata vespa? Enrico Piaggio, guardando il prototipo della MP 6, ovvero il nuovo Paperino ma rimodernizzato come descritto in precedenza, esclamò “Sembra una vespa!”, probabilmente a causa della “vita” molto esile e la parte centrale rotondeggiante. Da li venne adottato quel nome che oggi è oramai un marchio di fabbrica.

Negli anni sono stati poi realizzati altri modelli di vespa, con innovazioni e modifiche differenti dalla versione originale. Tuttavia, la forma simil-vespa è sempre stata caratteristica di quello che è stato un mezzo di locomozione rivoluzionario.

Oggi la vespa dimostra di essere ancora al passo coi tempi. Basti pensare che sono state progettate vespe elettriche e le vendite aziendale contano più di un milione e mezzo di vespe vendute negli ultimi dieci anni.

Anche se si potrebbe perdere un po’ il gusto “analogico” della vespa nella sua forma originale, questo non significa che ha perso il carattere, bensì i modelli di oggi mantengono gli stessi tratti distintivi di quello che fu il primo mezzo a due ruote a diventare comune ed accessibile a tutti gli italiani.

 

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