Come trovare le parole giuste per comunicare un decesso

Una cosa complessa che può capitare nel corso della vita è quella di dover dare la notizia della morte di una persona cara a un proprio amico, parente o a uno sconosciuto. La morte in generale non è un argomento semplice da toccare e ognuno di noi sa per esperienza personale quanto questo tema ci tocchi ogni volta che ne parliamo, anche dopo anni dalla scomparsa di una persona a cui volevamo bene.

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Una difficoltà come questa può generare il panico e in generale il panico non è un buon consigliere. Come poter svolgere questo compito difficile nel modo migliore, trovando le parole adatte che tranquillizzino e confortino?

Un primo consiglio che danno gli esperti di onoranze funebri è quello di raccogliere quante più informazioni possibili sul defunto, sulle circostanze della morte e sui suoi familiari in modo da scegliere quello più indicato a ricevere la notizia. Se reperire queste informazioni è semplice nel caso in cui conoscevamo personalmente il defunto e la sua famiglia, ci sono dei casi in cui queste informazioni non sono di facile reperibilità. Inoltre, a volte occorre agire rapidamente per evitare che la notizia possa arrivare in modo indelicato.

I consigli che forniscono gli esperti sono vari, eccone alcuni per prepararsi psicologicamente a questa eventualità:

1) Agire con rapidità prima che la notizia sia diffusa dai media.

2) Evitare di informare i media prima di aver informato la famiglia.

3) Evitare l'uso del telefono per comunicazioni così complesse. Si potrebbe decidere di comunicare telefonicamente il decesso a una persona vicina alla famiglia del defunto per chiedergli se può comunicarglielo personalmente.

4) Conoscere con esattezza il nome del defunto per poterlo usare con chiarezza al momento della comunicazione del decesso.

5) Sapere con certezza con chi si sta parlando. Prima di comunicare il decesso si potrebbe quindi chiedere con gentilezza “Lei è la moglie, il fratello, un familiare di….?”.

6) Mettersi sullo stesso piano della persona a cui si comunica il decesso. Se è seduta sedendosi accanto a lei o se è in piedi avvicinandosi rimanendo in piedi.

7) Presentarsi per nome e cercare, a parole o con i gesti, di tranquillizzare la persona.

8) Essere pronti a reazioni di ogni genere. Non è detto che la prima reazione sia di dolore manifesto o di rabbia, la persona potrebbe reagire in modo inaspettato, con apparente freddezza.

9) È una buona norma quella di accertarsi di lasciare la persona in compagnia di qualcuno che possa sostenerlo.

10) La semplicità è assolutamente necessaria: non utilizzare parole ed espressioni tipiche del linguaggio scritto come “trapassato”, “cadavere”, “defunto” e “frasi fatte” assolutamente senza senso come “non pianga”, “stia tranquillo”, “ha smesso di soffrire”, “la vita continua”

11) Se non si hanno molte informazioni, evitare di darle. La persona potrebbe farvi molte domande: se non sapete le risposte diteglielo senza timore di sembrare scortese.

12) Usare sensibilità: un “mi dispiace davvero tantissimo” detto con il giusto tono di voce è meglio di mille parole.

13) Saper stare in silenzio: davanti al dolore e all'incredulità il nostro cervello richiama milioni di parole che spesso non forniscono alcun aiuto alla persona che sta soffrendo. Dopo aver dato la comunicazione, fornito le proprie condoglianze e offrirsi di fare qualcosa di pratico come offrire un bicchiere d'acqua, meglio stare in silenzio e aspettare che sia la persona a parlare.

 

Non sono esperienze semplici, ma purtroppo possono capitare. Cercare di pensare in anticipo cosa potrebbe alleviare le nostre sofferenze nel caso la comunicazione fosse fatta a noi potrebbe aiutare molto. L'empatia è sempre una buona consigliera.

 

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