Coronavirus, cosa fare e cosa non fare

In queste ultime settimane, il nuovo coronavirus è diventato causa di pandemia mondiale, scatenando uno stato d’emergenza non solo in Cina e in Europa, ma in tutto il mondo.

coronavirus cos'è

In questo articolo abbiamo cercato di elencare, grandilinee, cosa fare e cosa non fare per prevenire e curare il nuovo coronavirus. Ad ogni modo, consigliamo di consultare le fonti ministeriali e ufficiali per saperne di più e documentarsi approfonditamente.

Coronavirus, cos’è

Cos’è nello specifico il coronavirus? È una famiglia di virus che causano raffreddori, febbre e sindrome respiratoria. Viene chiamato in questo modo perché al microscopio hanno l’aspetto di una corona. I primi cenni di coronavirus si ebbero negli anni ’60, in cui vennero identificate cellule infettive per uomini e anche animali.

Non tutti i coronavirus sono infettivi. Attualmente, sono stati sette i coronavirus che sono stati riconosciuti come infettivi per l’uomo. Questi sono stati suddivisi in coronavirus umani comuni e altri coronavirus umani. I primi sembrano causare raffreddori e infezioni del tratto respiratorio inferiore, mentre gli altri sembrano risultare più dannosi.

Tuttavia, quello che stiamo affrontando oggi è perlopiù un tipo di coronavirus mai conosciuto prima d’ora. Questo si è diffuso a Wuhan, in Cina, ed è riuscito a diffondersi in tutta Europa e nel resto del mondo dallo scorso dicembre 2019.

Nello specifico, viene chiamato SARS-Cov-2 ed è il virus che causa la COVID-19, la malattia con cui stiamo combattendo. “CO” sta per corona, “VI” sta per virus e “D” sta per disease (malattia). Il numero 19 invece indica l’anno in cui è stato scoperto.

Quindi il nuovo coronavirus è la nuova SARS? No, come molti possano pensare. Nonostante appartengano alla stessa famiglia di virus, non risultano correlati. Più specificamente, il virus viene classificato all’interno del sottogenere Betacoronavirus Sarbecovirus.

Il decreto sul coronavirus

Come molti sanno, il governo ha emanato un recente decreto che dichiara lo stato di emergenza dal 12 marzo fino al 25 di marzo. Il decreto ha sospeso praticamente ogni tipo di attività pubblica (ad esclusione degli esercizi alimentari ed altre piccole eccezioni), da bar e ristoranti fino a negozi ritenuti di seconda necessità.

Oltre alle attività commerciali come supermercati, discount alimentari, commerci al dettaglio di prodotti surgelati ed altri tipi di commercio al dettaglio, restano infatti aperti benzinai, alimentari, tabacchi, farmacie e simili. Anche le industrie resteranno aperte durante le settimane di quarantena, pur sempre mantenendo alcune misure di sicurezza necessarie per evitare la diffusione della pandemia.

Nel decreto è stato raccomandato di uscire di casa solo per “esigenze lavorative, motivi di salute e necessità. Qualunque sia ritenuta falsa dichiarazione, viene considerata reato. Di conseguenza, se tale norma viene violata si rischia di procedere al penale.

Una parentesi è rivolta in particolare alle persone anziane, agli immunodepressi e a soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre, le cui dovrebbero evitare qualunque tipo di uscita dalla propria abitazione o, in casi particolari, di mantenere la distanza di sicurezza raccomandata di un metro.

Nel caso che appaiano i sintomi correlati al coronavirus (febbre e problemi respiratori, per la maggiore), è opportuno avvertire subito il proprio medico o pediatra, indossare la mascherina adatta e allontanarsi dai propri conviventi, rimanendo nella propria stanza con la porta chiusa. È sempre consigliato non recarsi al pronto soccorso in caso di sintomi, ma di rivolgersi in primis al medico di famiglia.

Detto questo, nuove norme sul coronavirus sono state elencate in modo chiaro ed esaustivo. Come già accennato, consigliamo di nuovo di consultare fonti ufficiali sulla pandemia e sulle procedure concrete da adottare. Una tra le più attendibili è senz’altro salute.gov.it, sito del ministero della salute in cui è possibile trovare una sezione FAQ che risponde a gran parte delle domande comuni.

 

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