Cosa fa un hacker

Quante volte si sente parlare di malware, virus, trojan e, riassunto in una parola, di hacking? Cos’è un hacker? Colui che si intrufola all’interno di dispositivi tecnologici come computer, smartphone e tablet scardinandone i programmi interni per creare malfunzionamenti ma, a sua volta, anche per porre rimedio a funzionamenti promiscui.

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Infatti, non è sempre giusto definire un hacker come un criminale, in quanto spesso sono utenti “ingenui” che, pur operando illegalmente, risolvono problemi interni a siti web di vario genere, anche appartenenti a banche, grandi aziende o partiti politici.

Ad esempio, in quest’ultimo ambito si è verificato un recente intrufolamento da parte di un hacker del Partito Pirata all’interno della piattaforma Rosseau del Movimento 5 Stelle. Anche se l’operazione poteva sembrare promiscua, ha aiutato il movimento pentastellato a risolvere alcuni problemi interni al sito.

Detto questo, si può dedurre che l’attività di hacking può essere certamente un’operazione criminosa, ma in determinati casi può risolvere problematiche che altrimenti non sarebbero giunte a galla.

Da notare che gli hacker nascono in origine da menti giovani e tendenti alla sperimentazione in ambito informatico e in passato era solamente un’attività di nicchia. Oggi gli hacker invece possono riuscire a generare (illegalmente o meno) milioni di dollari grazie alle loro operazioni informatiche.

Quando nascono gli hacker

I primi cenni di hacking si hanno agli albori degli anni ’70. Tuttavia, la prima vera comparsa del termine hacker su un piano mainstream si presentò in due occasioni (nello specifico all’inizio degli anni ’80), ovvero quando la rivista Psychology Today descrisse un articolo legato alla dipendenza da computer e anche nel film Tron.

Pochi anni dopo, non pochi saranno gli hacker in territori nordamericani che si intrufoleranno nei maggiori sistemi informatici di Stati Uniti e Canada, incluse banche, laboratori scientifici e laboratori farmaceutici.

Da quegli anni in poi, diversi congressi hanno preso coscienza delle potenzialità degli hacker e di quanto questi avessero la possibilità di intrufolarsi in qualunque sistema informatico a livello non solo nazionale ma a livello globale.

Negli anni seguenti, si è sempre più avuta coscienza dei motivi che hanno spinto gli hacker fino ad oggi ad intrufolarsi nei sistemi, ovvero per ricatti di guadagni successivi (anche truffando carte di credito), per puro ego legato alla “riuscita” dell’intrufolo in questione, per lo spionaggio aziendale e persino per attività di hacking promosse dagli stati stessi(come si è visto nel più recente scandalo di Facebook e della conseguente creazione del GDPR).

I tipi di hacker

Non c’è un solo tipo di hacker sulla piazza, bensì se ne contano perlomeno più di dieci. Naturalmente, l’hacker più tradizionale è quello che svolge attività di accesso in determinati sistemi per diffondere conoscenza, migliorare la rete o tutelare diritti su un piano civile, come ad esempio nel caso di chi scarica e carica file su programmi come eMule o bitTorrent o sviluppa tali tipologie di programmi.

Differenti sono gli white hacker o i black hat hacker. Questi tendono ad infilarsi in sistemi più complicati e meno accessibili all’utenza comune come ad esempio ospedali, sistemi di controllo come aeroporti, reti energetiche o centrali nucleari. Gli intenti di questi non sono sempre positivi, in quanto in alcuni casi il loro obiettivo è quello di ottenere informazioni per danneggiare i sistemi.

A differenza di questi ultimi, i data hacker sono positivi e tendono a cercare (e non creare) delle falle nei sistemi accessibili a molti, come ad esempio i cloud. Il loro obiettivo è infatti quello di prevenire danni o comportamenti sconvenienti all’interno del sistema in questione.

Un interessante tipo di hacker moderno è il Growth hacker. Soprattutto in ambito di web marketing, si sente parlare spesso di growth hacking ed è un’attività correlata all'aumentare il traffico e le conversioni per raggiungere un maggior numero di visitatori. La loro attività non è promiscua, sempre se rispettosa delle norme previste.

Anche un Hacktivist è un importante tipo di hacker che spesso viene sottovalutato dalla cultura informatica. È così chiamato a causa del suo attivismo sociale e politico. Infatti, questi sono veri e propri attivisti all’interno del web che si occupano di denunciare e sabotare sistemi a scopo sociale. Uno dei tanti esempi è Wikileaks, uno dei maggiori “esponenti” degli Hacktivist sulla rete.

 

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