manifatture in ferro

<h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><b><i><span style="font-size: 18pt"><span style="font-family: Times New Roman">Botteghe</span></span></i></b></h1><span style="font-size: 14pt"><span style="font-family: Times New Roman">L&rsquo;attivit&agrave; dei fabbri &egrave; relativamente approfondita in modo organico, cio&egrave;: tecnica di lavorazione, descrizione dell&rsquo; opera, documenti, disegni. L&rsquo; analisi storiografica sulle manifatture in ferro appunta lo sguardo verso i riferimenti storici, culturali e stilistici, per un arco temporale esteso dall&rsquo; XI al XX secolo. Il repertorio fotografico, quasi sempre, non &egrave; seguito dalla documentazione necessaria per una corretta identificazione; &egrave; indicativo per quanto riguarda l&rsquo;origine territoriale, l&rsquo; ubicazione, la collezione privata, l&rsquo; archivio fotografico; lascia spazio per un&rsquo;ampia ricerca delle fonti documentarie, con le molte attribuzioni, -da confermare- , da parte degli studiosi a partire dagli ultimi anni dell&rsquo; Ottocento e per quasi tutto il Novecento. L&rsquo;esame delle tipologie <span>&nbsp;</span>&egrave; ancora agli inizi, come scarsi sono i documenti sulle botteghe produttrici che hanno eseguito il vasto patrimonio artistico giunto fino a noi. Le fonti informative riferiscono della bottega di N. Grosso ( Le Vite, Vasari ), G. Serafini ( opera autografa nelle Logge del Bigallo, Firenze sec. XVII ), Bizzaccheri ( 1710 inoltrato ), G. B. Malagoli ( 1720-1797 monografia ) e soprattutto di altre del Novecento: A. Mazzucotelli, A. Benetton, C. Rizzarda, U. Bellotto, ( monografie, partecipazioni alle Biennali di arte ed Esposizioni internazionali e nazionali ). La lista comprende ancora altri maestri d&rsquo;arte, molto noti, che operano sul territorio nazionale: A Gerardi, A. Calligaris, I. Petrassi, Fratelli Matteucci, E. Cinelli, F. Maffettini, C. Tironi, C. Salvi, G. Bernotti, P. Franci, Zalaffi, Fratelli Contri; meriterebbero, insieme ai tanti altri di cui non si hanno notizie, una ricerca pi&ugrave; appropriata da parte degli studiosi. L&rsquo; operativit&agrave; fabbrile rimane documentata nel suo complesso da tutto il repertorio ancora in sito, escluse le perdite dovute alle guerre, movimenti di assestamento del territorio e alle rimozioni forzate ad opera delle ristrutturazioni edilizie.</span></span> <h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-style: normal"><span style="font-size: 18pt; font-family: Times New Roman">&nbsp;</span></span></h1> <h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span><i><span style="font-size: 18pt"><span style="font-family: Times New Roman">Tipologia</span></span></i></span></h1><span style="font-size: 14pt"><span style="font-family: Times New Roman">Il ferro battuto (3) <span>&nbsp;</span>&egrave; un settore delle Arti Decorative, nonostante i dubbi sollevati dal labile confine della<span>&nbsp; </span>funzione d&rsquo;uso, relativo alla Storia dell&rsquo;Arte dei metalli. La classe<span>&nbsp; </span>&egrave; costituita rispettivamente da<span>&nbsp; </span>faldistorio, lume, porta-cero, alare, letto, cancello, bandella, porta, serratura, chiave (<span>&nbsp; </span>v. dati tecnici ); altri studi possono approfondire gli ambiti del lavoro fabbrile, il quale &egrave; molto vasto. Questi manufatti hanno in comune, in genere, la geometria piana, le lettere C, S e V dell&rsquo; alfabeto, ornati fogliacei, spiraliformi e caulicoli e schemi decorativi incisi, modanati, godranati. Quadrati, rettangoli, cerchi e semicerchi e variabili dei medesimi definiscono la struttura dell&rsquo;opera; sono alcune delle possibili<span>&nbsp; </span>decisioni per elaborare un manufatto semplice o complesso ( cancello, inferriata, porta, rosta ), fissato a supporti anche particolari. La dimensione dell&rsquo; opera rende necessaria la suddivisone dell&rsquo;area in scomparti minori. I sistemi decorativi qualificano le barre e le ripartizioni; recano ornati ripetitivi anche nelle varianti. Altre opere prendono sviluppo da linee verticali oppure orizzontali, da cui sono articolati prolungamenti lineari o mistilinei ( porta-cero, porta-bandiera, porta-panello, porta-campanella, porta-bacile ). Il profilo finale della barra, spesso, &egrave; una modifica delle figure piane anche per queste opere di piccola dimensione, soprattutto il cerchio, o costituisce le lettere C ed S, la squadra. Il repertorio decorativo mostra alcuni disegni, tipo volatili predatori, sviluppati da massello in ferro, ed in barra propone graficamente rettili o fogliame, teste di muflone o di draghi particolari, colonnine lisce e scanalate, frutta. La grafica &egrave; di simile concezione, nonostante siano evidenti variabili ornamentali, per le diverse botteghe. Il recupero dei disegni antichi &egrave; difficile negli archivi o presso altre istituzioni; forse sono pi&ugrave; reperibili<span>&nbsp; </span>quelli contemporanei e recenti</span></span><span style="font-size: 14pt"><span style="font-family: Times New Roman">&nbsp;</span></span><span style="font-size: 14pt"><span style="font-family: Times New Roman">(3) Estratto da O. Mendicino: Manifatture in ferro a Pisa e fuori Pisa, 2006, II edizione 2007.</span></span> <h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-style: normal"><span style="font-size: 18pt; font-family: Times New Roman">&nbsp;</span></span></h1> <h1 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><i><span style="font-size: 18pt"><span style="font-family: Times New Roman">Catalogazione</span></span></i></h1><span style="font-size: 14pt"><span style="font-family: Times New Roman">La catalogazione dei manufatti consente il recupero della memoria artistica dei fabbri e dei loro sistemi di lavorazione e la salvaguardia di quello che rimane. I Musei A. Benetton, C. Rizzarda, <span>&nbsp;</span>Comprensorio ex Ilva di Follonica, la Biennale di Arte fabbrile a Stia, l&rsquo;Associazione dell&rsquo; Anello Europeo delle citt&agrave; del ferro ed altre iniziative simili fanno vivere ancora la tradizione fabbrile, con le opere e gli eventuali attrezzi da lavoro custoditi; evitano la diffusione del collezionismo che era particolarmente attivo nella met&agrave; del Novecento; facilitano la conoscenza di quest&rsquo;arte agli utenti interessati. La Biennale d&rsquo;Arte definisce la dimostrazione di un&rsquo;attivit&agrave; lavorativa ancora viva nel territorio nazionale ed internazionale, e coinvolge organizzatori, l&rsquo; amministrazione cittadina e la stessa citt&agrave;, fabbri, studiosi, cultori in genere e semplici visitatori. Una maggiore attenzione &egrave; dovuta a tutte quelle opere presenti nei centri storici italiani, per: il lato conservativo ( controllo rigoroso da parte degli uffici preposti, degli edifici dei centri storici durante le fasi di ristrutturazione, per evitare distruzioni e dispersione di opere ); il turismo ( dare rilievo nelle guide turistiche a questi manufatti, per apprezzare il valore storico, artistico e culturale dell&rsquo; edificio integralmente ). L&rsquo; impulso al controllo rigido deve iniziare dalle Soprintendenze ai beni storici <span>&nbsp;</span>artistici e culturali e poi concludersi nelle amministrazioni. Questo patrimonio necessita di giusti interventi per non assistere alla sua scomparsa con il trascorrere degli anni. I responsabili della promozione turistica locale, provinciale e regionale possono migliorare le informazioni con una maggiore attenzione ai beni pubblici esistenti nei centri abitati, che non riguardano solo i palazzi, <span>&nbsp;</span>le ville, o le sedi di culto, ma anche quelle realt&agrave; decorative che arricchiscono gli edifici. I centri storici cittadini somigliano a musei aperti al pubblico, considerata la notevole quantit&agrave; di manifatture presenti ad ogni angolo e ad ogni facciata dei palazzi. Un depliant sintetico delle opere ha la sua importanza per i visitatori; d&agrave; il primo approccio visivo-culturale verso questa conoscenza artistica che rischia di rimanere nascosta a molti dei residenti e a molti dei turisti, di essere osservata e ammirata solo di sfuggita ed in minima parte.</span></span><span style="font-size: 14pt"><span style="font-family: Times New Roman">&nbsp;</span></span><i><span style="font-size: 14pt"><span style="font-family: Times New Roman">Ortensio Mendicino</span></span></i>

Per Informazioni contatta manifatture in ferro:

Persona di riferimento:
Indirizzo: - catanzaro,
Telefono:
Fax:
Email: ortensioyr1@live.it
Sito: http://www.manifatture-in-ferro-a-pisa-e-fuori-pisa.com

Arte e Cultura - Non in elenco

Segnalazione aziende on line



Visite: 61

Articoli Arte e cultura

Immagine

La riapertura dei concerti


Dopo molti mesi di incertezze, finalmente è arrivato il momento della riapertura dei concerti. Da qualche settimana è ora possibile assistere ad un’opera di teatro o ad uno spettacolo di musica dal vivo, sempre...
Leggi tutto...
Immagine

Come fare una scultura


Quando si parla di scultura, si parla essenzialmente di arte, di composizione manuale, di estro artistico. Ma come fare una scultura? Quali sono i punti di partenza?
Leggi tutto...
Immagine

Lavorare con la grafica computerizzata


Avete mai sentito parlare di grafica computerizzata? Se la risposta è sì, saprete già cosa fa un graphic designer e qual è il suo lavoro effettivo.
Leggi tutto...
Immagine

La chiusura dei teatri nei periodi di covid


Il covid è stato (e lo è tutt’ora) un periodo duro per tutti quanti. Le attività commerciali che hanno dovuto chiudere provvisoriamente (o totalmente, purtroppo) sono state abbattute da questo evento inaspettato.
Leggi tutto...
Leggi tutti gli articoli