Eugenio Montale, pilastro della letteratura italiana

Eugenio Montale è stato uno dei massimi esponenti della letteratura italiana e, con le sue poesie e i suoi componimenti in prosa, è riuscito a trasmettere uno stile ermetico e allo stesso tempo ricercato che lo ha contraddistinto tra i molti autori italiani dell’epoca e del presente.

montale poesie

Montale nasce a Genova nel 1896. Cresciuto in una famiglia in cui si commerciavano prodotti chimici, il poeta trascorre gran parte della sua infanzia in liguria, soprattutto nella zona marittima delle Cinque Terre e di Monterosso.

Successivamente, Montale si diploma in ragioneria (senza poi mai ottenere una laurea) e frequenta le biblioteche delle città in cui vive, seguendo anche diverse lezioni di filosofia tenute dalla sua sorella Marianna.

Una tra le sue passioni letterarie principali sono i libri di Dante Alighieri, cui studierà approfonditamente. La sua è una formazione quasi completamente autodidatta, a differenza di altri poeti dell’epoca come ad esempio D’Annunzio o Ungaretti.

Il suo costante interesse per la cultura letteraria lo porta a frequentare circoli liguri, torinesi e fiorentini. Infatti, nel 1927 si trasferirà a Firenze in cui andrà a stringere una prima collaborazione professionale con l’editore Bemporad. Fu tramite Bemporad che pubblicò la sua opera di spicco, ovvero “Ossi di Seppia”.

Da notare che l’attività culturale di Montale spesso lo portò anche verso orizzonti politici ed attivisti. Nel 1929 dirige infatti il Gabinetto letterario Vieusseux, da cui a causa degli eventi concomitanti verrà espulso per attività antifasciste.

Nel 1967 prende un incarico politico di rilievo, venendo nominato senatore a vita. Tuttavia, il riconoscimento probabilmente più importante ottenuto da Eugenio Montale è il Premio Nobel per la Letteratura ricevuto nel 1975.

Oltre allo studio incessante della letteratura italiana, interessante è anche il suo dedicarsi alle lingue straniere e alle traduzioni. Durante gli anni si dedica a traduzioni di testi letterari come poesie e testi teatrali perlopiù in inglese.

Dopo una vita intensa e dedita alla letteratura e all’attivismo politico, all’età di 85 anni, Montale muore a causa di una malattia cerebrale. Verrà poi sepolto accanto a sua moglie Drusilla (la famigerata “Mosca”, spesso nominata nelle sue poesie).

Eugenio Montale: le opere

Molte sono le opere di successo che Eugenio Montale ha pubblicato negli anni, sia in giovane età che durante la sua anzianità. Come accennato in precedenza, una tra le sue opere più famose fu Ossi di Seppia, raccolta di poesie che racchiude temi e riflessioni sull’esistenza, sulla condizione umana e sull’amore (più volte cita la sua musa ispiratrice “Arletta” in tali componimenti).

Altra opera importante di Montale pubblicata attorno agli anni ‘30 è Le Occasioni. In tali poesie, gran parte dei temi sono dedicati ad un’altra donna con cui ha passato cinque anni della sua vita, ovvero Irma Brandeis (soprannominata “Clizia” all’interno delle sue poesie).

Poco tempo dopo pubblica La Bufera e Altro, in cui rientrano componimenti molto pessimisti ed influenzati dall’avvento della seconda guerra mondiale. Ad ogni modo, anche qui la sua musa ispiratrice “Clizia” prende parte a molte sue poesie. Da notare che la sintassi de La Bufera e Altro è ancora più complicata dei suoi componimenti precedenti.

Nonostante la costante attività poetica di Eugenio Montale, il poeta ebbe spazio anche per pubblicare racconti in prosa. La raccolta Farfalla di Dinard include numerosi racconti brevi scritti da Montale tra il ’46 e il ’50, composti con un linguaggio comune e insolito da quello utilizzato nelle poesie.

Satura è l’ultima tra le sue raccolte più famose. Composta nel 1971, il titolo stesso è una rappresentazione della sensazione del poeta, ovvero una saturazione di emozioni che permise lui di dedicarsi non più alle romanticherie dantesche delle raccolte precedenti, ma a tematiche più impegnate su piani politici e sociali. Tuttavia, molti componimenti sono comunque dedicati a “Mosca”, ovvero la moglie Drusilla Tanzi.

Da notare che, sebbene ne La Bufera e Altro la complicatezza dei versi risultava predominante nelle poesie, in Satura il poeta tende ad andare verso toni più prosaici (probabilmente influenzati anche dal suo precedente componimento “Farfalla di Dinard”).

 

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