Fare l’orto biologico

L’orto biologico è una spinta innovativa dell’ultimo decennio, soprattutto considerando che, in questi tempi moderni, si affrontano diverse vicende legate al clima e al cambiamento dei cicli naturali delle piante ed è sempre più difficile considerare le ore di luce e le ore notturne per far crescere piante, verdure e ortaggi come lo si desidera.

orto biologico

Il cambiamento climatico è alle porte e le stagioni sembrano essere sempre meno evidenti. Se in passato i contadini conoscevano alla perfezione i cicli delle stagioni e, di conseguenza, come far crescere certe piante e verdure, oggi è cambiato molto e coltivare un orto “alla vecchia maniera” è sempre più difficile.

Ad ogni modo, la cultura biologica è quella che bussa alle porte del passato, riprendendo abitudini e tecniche agricole che si sono sviluppate ai primordi dell’umanità. Niente più prodotti chimici, tutto al naturale: questo è il motto di un orto biologico.

L’utilizzo sempre più costante di prodotti bio ha portato non solo ad un lavoro più sereno e coerente nei confronti della natura, ma anche di un conseguente sviluppo del mercato biologico, con un interesse sempre più crescente verso la cultura della natura.

Come fare l’orto biologico

Fare l’orto biologico significa entrare in pieno contatto con la natura e conoscere le caratteristiche del terreno, della luce e soprattutto del meteo. Questi tre fattori sono fondamentali per la crescita delle piante, insieme naturalmente all’acqua ed alle irrigazioni del terreno.

Ogni pianta di un orto ha bisogno perlomeno di 7 ore di luce al giorno per riuscire a garantire discreti risultati ed il terreno dev’essere ben drenato e ricco di sostanze organiche (batteri e funghi benigni per la maggiore). Da notare che se il terreno è poco avvallato si rischia di causare una ritenzione idrica.

Per porre rimedio a tutto ciò può essere opportuno creare avvallamenti (ad esempio in piante come pomodori, fagioli o peperoncini) e sostanzialmente avere un accesso libero all’acqua in vicinanza dell’orto. Da notare che le previsioni del tempo giocano un ruolo cruciale in questo senso: controllare quando pioverà può aiutare a gestire l’uso dell’acqua “artificiale”.

In primis, può essere utile far lavorare il terreno da un trattore (piccolo o grande in base alle dimensioni del terreno) per rendere la terra morbida e agevole per le radici delle piante. Così facendo (anche nell’arco di anni) si potrà educare il terreno e renderlo il più malleabile possibile per la futura piantagione di piante e verdure.

Inoltre, ogni pianta ha bisogno del suo spazio per svilupparsi. Ad esempio, per i pomodori è consigliato piantarli 40-50 cm l’un l’altro, per le angurie ad 1 metro di distanza l’un l’altra, le cipolle e i porri 10 cm, etc. Dare lo spazio necessario alle piante è fondamentale per far sì che si sviluppino come si deve.

Rendere il terreno fertile

È bene sapere che l’orto biologico necessita di un terreno fertile molto più di un orto "chimico". Come si può determinare se un terreno è fertile? Se sono presenti microrganismi come batteri o funghi benigni, le piante avranno maggiori possibilità di svilupparsi ed essere aiutati da questi. Fin quando le piante si svilupperanno che le loro dimensioni "standard", il terreno risulterà perlopiù fertile.

Infatti, in gran parte dei casi, se gli ortaggi non raggiungono le dimensioni desiderate o comunque l’accrescimento del frutto è piuttosto ridotto può significare che il terreno è poco fertile e che quindi non sono presenti microrganismi e sostanze organiche che li aiutano a svilupparsi.

Si può comunque migliorare il suolo con prodotti come letame maturo, stallatico, compost, guano o pollina. Mescolandoli tra di loro o mettendoli a rotazione uno alla volta è possibile dare più compostezza e rendere il suolo più fertile.

Come si può dedurre, l’apparato organico dell’orto è quello che permette alle piante di svilupparsi. Soprattutto se si ha a che fare con l’orto biologico, creare una “fauna” di batteri benigni è d’uopo per raggiungere i risultati desiderati. Tuttavia, insieme alle sostanze organiche si possono utilizzare prodotti come legna, cenere o fieno per tenere le piante conservate.

In sintesi, l’orto biologico è considerato tale fin quanto non comporta l’utilizzo di inquinanti chimici come diserbanti, veleni o quant’altro possa compromettere l’attività naturale e biologica del terreno e delle sue sostanze organiche.

 

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