Gran Teatro La Fenice

Il teatro La Fenice è il principale teatro lirico di Venezia, nonché uno dei più prestigiosi al mondo. Famoso per aver preso fuoco ben due volte ed essersi ripreso sempre. 

Nell’800 fu luogo di molte prime assolute di grandi registi quali Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti e Giuseppe Verdi. Ma anche nel ‘900 vennero messe in scena altre prima assolute di artisti contemporanei. 

interno fenice di venezia

Storia e costruzione

Nel 1787 il teatro più prestigioso di Venezia, il teatro di San Benedetto, fu ceduto ai nobili Venier che decisero di costruire subito un teatro ancor più colossale, a cui avrebbero dato nome Gran Teatro La Fenice. 

Questo nome fu scelto prima di conoscere le sventure che poi si sarebbero abbattute sul teatro, doveva simboleggiare infatti la ripresa della loro Società. 

I progetti del teatro furono pretenziosi, si calcolarono 35 palchetti per piano, quando di norma ne erano previsti 5. Si puntava all'eccellenza, dalla visibilità all’acustica. 

Tutto il lavoro rispettava rigorosamente la tradizione teatrale italiana. L'unica scelta che effettivamente non era del tutto funzionale erano i palchi chiusi, ma ai tempi era di maggior importanza mantenere la privacy che creavano quelle separazioni tra i piccoli nuclei, il pubblico dell'epoca poteva vivere lo spazio quasi con una riservatezza casalinga. 

L'ingresso principale era per via acquea dal Rio Menuo, tutto venne creato per adattarsi al mezzo di trasporto per eccellenza dell'epoca, la gondola. 

All'epoca ogni teatro era un possibile soggetto di incendi, i materiali di allora erano principalmente lignei, e nessuno voleva veder bruciare tutto il lavoro e la magnificenza che il Gran Teatro La Fenice prometteva. 

Per questo fu fatta particolare attenzione al metodo di costruzione. Ovviamente il legno fu molto utilizzato, in quanto indispensabile, ma tenendo in considerazione l’infiammabilità del tutto furono ideati ripari pronti e facili da raggiungere. 

Considerando il tipo di pubblico la struttura fù resa più comoda e agibile possibile. Gli ingressi erano semplicemente accessibili e lo stesso valeva per i palchettii, addirittura per rendere la permanenza al teatro il più confortevole, nel tragitto per raggiungere le proprie sedute fu costruita un’area bar ristoro con innumerevoli servizi di genere alimentare. 

I lavori iniziarono nell’aprile del 1790 e terminati nel 1792, e poi ufficialmente inaugurato con I giuochi d'Agrigento di Giovanni Paisiello. 

Il primo incendio

Il 13 Dicembre del 1836 si concretizzò la disgrazia tanto temuta e purtroppo quasi inevitabile. Probabilmente, a causa del cattivo funzionamento di una stufa, Il Gran Teatro La Fenice prese fuoco. Si salvarono l’atrio e le sale Apollinee, il resto crollò sotto le fiamme. 

La famiglia non esitò a dare inizio ai lavori di riparazione, incaricando i migliori artisti e costruttori dell'epoca per far risorgere La Fenice più maestosa di prima.

Vennero fatti numerosi restauri con l’aggiunta di nuovi affreschi. Sulla facciata comparve la nuova insegna del Teatro in oro e celeste. Nel 1837 i lavori furono completati e il teatro fu inaugurato con la messa in scena della prima assoluta di Rosmunda in Ravenna di Giuseppe Lillo. 

Il secondo incendio

Il 26 Gennaio del 1996 la catastrofe si ripresentò ed un terribile incendio doloso si scatenò sul teatro. 

La prima cosa che fecero fu rendere la struttura non pericolosa per i cittadini, puntellando le murature perimetrali, e in tre mesi furono rimosse tutte le macerie. 

I responsabili dell'incendio furono individuati e puniti, questi erano direttore e dipendente della ditta VIET, che avevo appiccato l'incendio per giustificare il ritardo del loro lavoro, il quale poteva portarli ad una penale. 

Le sale Apollinee furono tra le più danneggiate, furono ricostruite fedelmente alle precedenti, di cui ogni pezzo non perso fu mantenuto e sistemato. Così come la sala teatrale che fu completamente distrutta, e poi ricostruita esattamente come la precedente. 

Infatti ogni traccia e frammento del vecchio teatro fu conservata per rendere pubblica la sua storia. 

Il sottotetto fu trasformato in una sala espositiva, uno tra gli spazi più interessanti dell’edificio, è aperto al pubblico