I migliori programmi per scaricare file

Praticamente da quando esiste internet, si possono scaricare file gratuiti di vario tipo: immagini, video, documenti, musica, programmi, app, etc. Durante gli anni sono apparsi diversi programmi per effettuare download dalle più svariate fonti, ottenendo e conseguentemente condividendo file con altri utenti.

programmi per scaricare file

Napster, Limewire, eMule, uTorrent sono solo alcuni dei programmi per scaricare file sulla piazza. Oramai da più di vent’anni si può scaricare praticamente qualunque cosa dalla rete, oltre che poter consultare gran parte dei contenuti in streaming.

I primi programmi per scaricare file

Uno tra i primi programmi sorti sulla rete è stato Napster. Napster fu un programma di file sharing nato nel 1999. Fu il vero primo “peer-to-peer” mai sorto su Internet. Ad ogni modo, non era un programma di condivisione come s’intende oggi eMule, ad esempio, bensì aveva un suo server centrale che possedeva una lista di tutti i file condivisi.

Napster, all’epoca, fu addirittura denunciato, in quanto il file sharing veniva ritenuto promiscuo e non esattamente in linea con le leggi di copyright. Tuttavia, l’impedimento dell’utilizzo di Napster causò inevitabilmente la nascita di altri programmi di file sharing come Kazaa, Limewire ed eMule.

eMule fu infatti la svolta dopo Napster. Con eMule i file divennero liberamente condivisibili di nuovo, senza particolari problemi di copyright. Grazie a questo nuovo peer-to-peer era possibile rintracciare e scaricare film, video, immagini e documenti d’ogni tipo. Oggi eMule non è più utilizzato come agli albori del 2000, ma dispone di file (tendenzialmente di piccole dimensioni) che possono esser scaricati liberamente.

Il programma per scaricare file: uTorrent

Il programma per scaricare file per eccellenza è indubbiamente uTorrent. Il programma ha una grafica molto semplice e, nell’arco di poche ore (se non minuti) è possibile scaricare file di ogni tipo grazie ai fatidici “magnet link”, link che trasferiscono immediatamente il download sul programma.

uTorrent è nato nel 2005 ed è stato sviluppato da un'unica persona, ovvero Ludvig Strigeus. Il programma è molto leggero, basti pensare che occupa circa 625 KB e non ha bisogno di nessun tipo d’installazione.

La velocità dei download e la ricerca dei file autonoma (non c’è un motore di ricerca come su eMule, bensì si necessita di rintracciare file sul web) ha contraddistinto uTorrent fino ad oggi ed è utilizzato da milioni di utenti.

Programmi alternativi

Anche se uTorrent è senz’altro il programma di file sharing più utilizzato, ci sono altre alternative sulla rete come ad esempio Ares Galaxy o Vuze. Ares Galaxy è altrettanto ottimo quanto uTorrent ed ha una sua propria rete (ovvero Ares Network). I suoi download sono molto veloci ed ha ben poco da invidiare a uTorrent, nella sostanza.

Vuze, invece, è una sorta di gestore dei download. Può svolgere funzioni analoghe a uTorrent, rimanendo però leggermente più pesante. Ad ogni modo, Vuze è ottimo per organizzare i file al meglio.

I download e l’avvento dello streaming

Durante gli anni in cui i peer-to-peer e il file sharing stava dilagando, non pochi sono stati gli utenti (o meglio, i possessori di diritti legati al copyright) a domandarsi come poter controllare questo flusso costante di file e, eventualmente, regolarizzarlo.

La risposta a tutto questo è stato l’avvento dello streaming. I film, la musica e i documenti ora sono rintracciabili online gratuitamente, tuttavia in gran parte dei casi si necessita di pagare un abbonamento mensile per piattaforme che dispongono dei file desiderati.

Ad esempio, Spotify è una di queste piattaforme. Con Spotify si può ascoltare milioni di brani di artisti rinomati ed emergenti, sia in versione gratuita che a pagamento (la versione a pagamento elimina le pubblicità tra una canzone e l’altra). In questo modo, gli artisti non subiscono più l’abuso di copyright, bensì ricevono una piccola percentuale sugli ascolti (anche se effettuati in versione gratuita).

Per quanto riguarda invece i video, YouTube è stato il portale che ha “corretto” la confusione portata dai peer-to-peer. Anche qui, i video sono leggermente più tutelati e gli artisti stessi possono generare entrate grazie alle visualizzazioni.

Sebbene tutt’oggi i file sono ancora scaricabili e il problema del copyright (e, nella sostanza, delle vendite dimezzate di musicisti, attori, artisti, etc.), lo streaming è stato un evento che ha funzionato da “tappabuchi”

 

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