I sassi di Matera: patrimonio dell'UNESCO

L’Italia è piena di sorprese e ce lo dimostrano i suoi reperti storici, oltre che i suoi paesaggi. Un patrimonio dell’UNESCO come i Sassi di Matera evidenzia di quanto il bel paese sia originale e, allo stesso tempo, abbia un carattere veterano che risale addirittura al paleolitico.

Sassi di Matera

Infatti, i sassi di Matera sono veri e propri insediamenti all’interno del centro storico della città di Matera in cui risiedono ipogei realizzati ben prima dell’arrivo di Cristo. Ad ogni modo, fino ad oggi sono stati lavorati dall’essere umano per renderli sempre più accessibili e artistici possibile.

I quartieri del centro storico di Matera

Nello specifico, i quartieri inclusi all’interno dei Sassi di Matera sono due: il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano. Questi presentano edifici costruiti all’interno delle cave e tutt’oggi sono centri abitati. Infatti, questi “sassi” non vengono intesi letteralmente come rocce, ma i Sassi sono proprio due quartieri di questa zona di Matera.

Gli altri due quartieri di Matera che completano il centro storico sono la Civita e il Piano. Detto questo, si può dedurre come il nome “sassi” non ha un riferimento diretto, bensì è semplicemente un distintivo plurale che distingue due quartieri differenti dalla Civita e dal Piano.

Nello specifico, nel Sasso Barisano si trovano portali scolpiti e fregi molto antichi, mentre il Sasso Caveoso ha una forma perlopiù teatrale, con abitazioni realizzate a gradoni. Da notare che dentro i Sassi sono presenti diversi quartieri e contrade specifiche.

Tra i due Sassi è presente una rupe in cui risiede la Cattedrale romanica, ma ben più antichi sono i reperti che si possono rintracciare nel centro storico di Matera. Infatti, anche nei Sassi stessi ci sono reperti che risalgono al XIII millennio a.C.

Tuttavia, ci sono stati diversi insediamenti e modifiche durante i secoli. Ad esempio, negli anni sono state decorate facciate barocche e rinascimentali e gran parte degli ipogei sono stati scavati anche nei più recenti anni ’50.

Addentrarsi nei Sassi di Matera

Percorrere i Sassi di Matera è un vero e proprio viaggio all’interno di un insolito quartiere roccioso che ha secoli di storia alle sue spalle. Interessante è la descrizione di Carlo Levi, con cui puntualizza che “[…] è davvero una città bellissima, pittoresca e impressionante.

Sempre Carlo Levi fornisce una chiara idea fotografica dei Sassi di Matera “La forma di quel burrone era strana; come quella di due mezzi imbuti affiancati, separati da un piccolo sperone e riuniti in basso in un apice comune, dove si vedeva, di lassù, una chiesa bianca, Santa Maria de Idris, che pareva ficcata nella terra. Questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi.”.

Anche Giovanni Pascoli ha espresso la sua romantica opinione sui Sassi di Matera, puntualizzando che “Delle città in cui sono stato, Matera è quella che mi sorride di più, quella che vedo meglio ancora, attraverso un velo di poesia e malinconia”.

Le feste ai Sassi di Matera

Per celebrare come si deve il valore di questo reperto storico, ai Sassi di Matera c’è una particolare festa che ha luogo il 2 luglio. Ogni anno, viene celebrato il giorno della Madonna delle Grazie, nello specifico della SS Maria della Bruna.

La leggenda che circonda questa festa narra di una ragazza che apparve ad un contadino, chiedendo a quest’uomo un passaggio sul suo carro. Successivamente, una volta arrivata a destinazione, questa divenne una statua, salutando il contadino dicendo “E’ così, su un carro addobbato, voglio entrare ogni anno nella mia città”.

La festa comincia alle 5 di mattina e include il trasporto della statua della Madonna dalla Chiesa di S. Francesco d’Assisi alla parrocchia di Piccianello. Da notare che il carro viene realizzato in cartapesta e viene trainato da muli.

Quando il carro arriva sulla piazza, questo viene scortato dai cavalieri della Bruna, ovvero volontari che “ostacolano” eccessivi disastri da parte di ragazzi che, impazientemente, desiderano assaltarlo per prenderne un pezzo. Sembra infatti che portare a casa un pezzo di carro abbia un valore inestimabile per gli abitanti di Matera.

Tale rito è una tradizione che va avanti oramai da secoli e prosegue con una festa nella piazza stessa, per poi ricominciare l’anno seguente a ricostruire il carro in questione (che poi, naturalmente, verrà distrutto di nuovo). Il tutto termina con fuochi d’artificio e con un finale augurio dei materani che recita “A mmogghjë a mmogghjë a quonn cj vahnë” (sempre meglio l’anno venturo).

 

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