Il diffondersi dell’agricoltura biologica

L’agricoltura biologica è la nuova strada intrapresa da molte attività agricole sul territorio. Questo tipo di agricoltura sfrutta i processi naturali e biologici dei terreni, usufruendo della loro fertilità e vendendo prodotti non geneticamente modificati.

agricoltura biologica

Il diffondersi dell’agricoltura biologica si è sparso sempre più sul territorio nazionale soprattutto a causa dei danni dell’agricoltura industriale che, controllando i prodotti agricoli con pesticidi e composti che derivano dal petrolio (oltre che realizzare prodotti OGM), hanno esaurito gran parte delle risorse naturali a disposizione, oltretutto emettendo sostanze tossiche.

Per questo motivo, l’agricoltura bio è apparsa come una soluzione ai danni causati finora, cercando di escludere sostanze che causavano danneggiamenti biologici con l'uso di insetticidi, diserbanti e concimi, così evitando di sfruttare eccessivamente acqua, aria e soprattutto il suolo.

Alla base della cultura bio rientra un lavoro agricolo che possa perdurare nel tempo e che possa rimanere il più naturale e in linea con i processi biologici dei prodotti lavorati. Molte sono state le aziende che si sono “riconvertite” alla cultura bio. Basti pensare che, dal 2016, circa l’8% delle aziende agricole si sono orientate verso una cultura biologica e si stima che la percentuale aumenti nei prossimi anni.

Scelte di mercato consone alla cultura bio come la rinuncia agli OGM e a sostanze inquinanti come diserbanti e concimi sono cruciali per dar via ad una produzione biologica e naturale, sviluppando un’agricoltura sana e che rispetti l’ambiente.

Inoltre, considerando gli effetti del cambiamento climatico che stanno cambiando ecosistemi di piante e animali, l’agricoltura bio potrebbe essere la soluzione ideale per non soccombere ai danni portati dall’agricoltura industriale.

Benefici dell’agricoltura biologica

Quali sono i benefici di un’agricoltura biologica? Uno tra i tanti è quello di apportare tecniche che rispettano i cicli biologici delle piante e dei cibi. Le colture vengono ruotate e pesticidi, fertilizzanti e antibiotici vengono azzerati, cosicché le risorse vengano utilizzate in maniera efficace senza che queste vengano danneggiate o sprecate.

Se ci sono risorse naturali che verranno utilizzate in una agricoltura bio, queste risulteranno territoriali, come ad esempio mangimi prodotti direttamente dall’azienda o letami per fertilizzanti che risiedono nel luogo in questione.

Importante è anche l’allevamento del bestiame e la loro cura. La cultura bio si occupa di allevare gli animali all’aria aperta e non in gabbie chiuse (come avviene nelle agricolture industriali) e, soprattutto, nutrendoli moderatamente, senza “gonfiarli” con eccessi di mais o di soia.

Proprio il mais e la soia sono causa non solo di inquinamento (visto che la produzione di soia per la nutrizione del bestiame contribuisce alla generazione di CO2 e conseguentemente al surriscaldamento globale), ma anche di cattiva salute del bestiame. Sembra infatti che un eccesso di nutrimento a base di mais tenda ad ammalare il bestiame, producendo di conseguenza carni destinate alla vendita che risulteranno, sostanzialmente, malate.

La salvaguardia dell’agricoltura biologica

Si può notare di come l’agricoltura biologica si occupi non solo dello sviluppo e della coltivazione di piante tenendo di conto dei loro ritmi naturali, ma considera anche la salvaguardi dei terreni e anche degli insetti che risultano utili per l’agricoltura bio, insetti che annienteranno i parassiti che danneggiano le colture.

Altra pratica tipica di un’agricoltura bio è l’applicazione del sovescio, ovvero una semina di piante come valerianella, colza, veccia e trifoglio che permettono di fertilizzare il terreno e proteggerlo da eventuali erosioni.

La pacciamatura è un’altra applicazione proficua, in quanto permette di coprire il terreno con erba fresca oppure fieno per poter proteggere le piante coltivate da eventuali sbalzi di temperatura, ostacolando a sua volta la crescita di erbe indesiderate.

Come accennato in precedenza, l’utilizzo del letame e di sostanze del territorio naturali è un’applicazione frequente di un’agricoltura bio. Spesso queste sostanze formano il cosiddetto compost, ovvero una miscela di cenere di legna, terra e resti vegetali che permettono di rendere il terreno biodegradabile e, soprattutto, pulito da eventuali inquinamenti.

L’agricoltura biologica è alle porte e può essere una svolta notevole per curare i danni apportati dall’industrializzazione. Tornare alle origini ed ai ritmi naturali degli ecosistemi è la nuova frontiera dell’agricoltura e la cultura biologica ne è una dimostrazione.

 

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