L'arte del Graffiti Writing

Quanti di voi hanno passeggiato in una città e sono rimasti di stucco di fronte ai numerosi graffiti dipinti magistralmente su muri, vecchi treni o avvolgibili di negozi? I graffiti sono oggi una vera e propria arte e sono diffusi in tutto il mondo.

arte graffiti writing

Nello specifico, si parla di graffitismo quando ci si riferisce all’espressione, tramite graffiti, di pitture, scritte e disegni artistici eseguiti con materiali come bombolette spray colorate (arte spesso chiamata “spray-can-art”). Per quanto si possa reputare alcuni graffiti illegali o illeciti, quando sono veri artisti ad eseguirli non si può non rimanere di stucco.

Infatti, dopo che l’arte venne ritenuta qualitativa anche da enti pubblici e da intricate meccaniche burocratiche, con gli anni sorsero sempre più spazi in cui i graffitari poterono disegnare legalmente. Anche se questo è stato un (vano) tentativo da parte di enti pubblici di evitare eventuali opere indesiderate (che tutt’oggi appaiono comunque), il graffito resta una pratica urbana, spontanea e rappresentata su qualunque superficie fosse ritenuta idonea dall’artista, indipendentemente da faccende legali o da permessi necessari.

Il graffitario

Si parla di graffitario quando ci si riferisce ad un disegnatore di graffiti. Ogni graffitario ha una propria evoluzione artistica legata ad influenze, caratteristiche e tecniche strettamente personali. La distinzione tra gli artisti gioca un ruolo cruciale per far sì che questi spicchino sugli altri anche se, in fin dei conti, non ci sono particolari competizioni o “classifiche” in questo ambito.

Sebbene il graffitario provenga originariamente da un ambiente underground e lontano dalla cultura di massa, oggi è un’artista che, in alcuni casi, viene contattato per realizzare loghi o capi d’abbigliamento di grandi aziende, immergendosi quindi nel mercato mainstream.

Quando nasce il graffiti writing

Ma quando nasce il graffiti writing? Le prime origini dei graffiti (per come li intendiamo oggi) risalgono agli anni ’60, quando sui treni di Filadelfia venivano disegnati i primi schizzi realizzati con bombolette spray colorate. Tuttavia, negli anni ’40 ci fu una primordiale forma di graffiti che è sostenuta essere il “precursore” dei graffiti d’oggi, ovvero lo scarabocchio “Kilroy was here”, realizzato dai soldati americani in tempi di guerra.

I primi cenni di graffito colorato e realizzato più tecnicamente risale verso il ’75, quando sorsero forme di graffito più decorate e che includevano i cosiddetti “tag”, ovvero le firme degli artisti disegnatori (e che non hanno niente a che fare col significato di “tag” odierno, legato ai social).

Il boom vero e proprio del graffiti writing come lo si intende oggi accadde negli anni ’80, quando venne realizzato un documentario chiamato “Style Wars”, in cui vennero esplicate tutte le vicende e gli stili artistici legate all’arte del graffito.

Anche il film “Wild Style” fu un altro “game changer” per quanto riguarda il graffiti writing odierno. Il film narra delle vicende di un giovane graffitario che dipinge la metropolitana di New York, all’interno di un ambiente caratterizzato da musiche hip hop, stacchi di break dance e di turnatabulism, elementi tipici della cultura urbana di quel periodo.

 

Hai un'attività commerciale?

Inseriscila oggi su www.worldweb.it gratis.

Aggiungi la tua attività

Vuoi proporre un articolo?

Contattaci e inviaci il tuo Guest Post o Redazionale.

Proponici un articolo