L'origine e la funzione delle prefetture

Non sempre si ha chiaro quale sia l’origine e la funzione delle prefetture, viste le sue diverse sfaccettature nella storia e nelle diverse culture. La prefettura come la si intende oggi nasce solo alcuni secoli fa e enti come la prefettura di Milano o la prefettura di Roma hanno una loro storia alle spalle. Ma cos’è una prefettura nello specifico?

prefettura origine

Oggi per prefettura s’intende un ufficio di governo che svolge una funzione di rappresentanza. Abbiamo citato Milano e Roma, ma nella fattispecie le prefetture risiedono in ogni capoluogo di provincia, in cui un prefetto amministra l’ente in questione.

La prima prefettura “ufficiale” risale all’800 e si sviluppa durante l’era napoleonica. Tuttavia, i primi veri cenni di prefettura risalgono al 500 a.C. circa, in epoca repubblicana durante l’impero romano. Basti pensare che la parola prefettura deriva dal latino praefectus, che significa “preposto, messo a capo”.

Come accennato, il professionista responsabile di una prefettura è il prefetto. Il prefetto odierno svolge lavori coordinativi all’interno dell’amministrazione e si occupa anche di gestire lavori in edifici periferici alla prefettura. Tra i tanti lavori svolti da un prefetto rientrano la protezione civile e la mediazione sociale.

Iniziando principalmente come ente governativo vero e proprio, la prefettura con il passare degli anni ha svolto sempre più una funzione di rappresentanza. Vediamo, ad ogni modo, come la prefettura e la funzione del prefetto si è evoluta nei secoli.

La prefettura nei secoli

Proprio durante il periodo napoleonico venne introdotto il concetto di prefetto. Colui era un coordinatore di vari dipartimenti e svolgeva una funzione di delegazione di governo. Verso la metà dell’800, nonostante l’impero di napoleone crollò, le norme relative alla prefettura rimasero intatte nei decenni antecedenti.

Infatti, grazie alla formazione del Regno d’Italia nel 1861, al prefetto venne garantito il potere esecutivo in tutta la provincia in cui risiedeva. Egli si occupava di controllare la pubblica sicurezza e, in casi particolari, di radunare forze armate. Specificamente nel Regno d’Italia, un prefetto era inoltre incaricato ad introdurre i capi di Stato nei palazzi governativi, oltre che ambasciatori e ministri.

Durante il periodo del fascismo, il prefetto era invece ancora più autoritario, in quanto tutte le sottoprefetture vennero abolite. In quei periodi vigeva un’autorità unica su tutta la zona (ovvero quella del prefetto stesso).

Questo scaturì non poche conseguenze negative, viste le lamentele che si presentarono non solo in ambito governativo ma soprattutto popolare. Fortunatamente, col finire della guerra, la figura del prefetto non fu più quella di un “tiranno”, bensì cominciò ad assumere tratti caratteriali sempre più dediti alla rappresentanza.

In base alla cultura in cui risiedeva, il prefetto nella storia ha svolto funzioni disparate. Ad esempio, nella comunità francofona belga, un prefetto veniva inteso come colui che svolge la funzione di dirigente scolastico, mentre in Svezia oggi un prefetto è colui che si occupa di dirigere un dipartimento universitario. Insomma, il significato di prefetto è interpretato diversamente da cultura a cultura, nonostante in passato la sua funzione era generalmente governativa.

In sintesi, oggi si intende come prefetto colui che svolge la funzione dipersonaggio rappresentativo e istituzionale, senza che questo abbia un compito governativo autoritario. Infatti, i prefetti oggi intervengono solamente in casi particolarmente delicati (come la mediazione sociale, accennata in precedenza).

Il prefetto in ambito cattolico

La figura del prefetto si estende anche verso un ambito cattolico. In gran parte dei casi, il prefetto della chiesa cattolica è colui che svolge la funzione di cardinale e presiede dicasteri della Santa Sede. Egli svolge anche la funzione di prefetto apostolico, ovvero colui che governa territori prossimi a diventare una prefettura apostolica.

In molte diocesi italiane, un prefetto è inteso come sacerdote responsabile di un gruppo di parrocchie. Quando alcuni seminari diocesani non possedevano camerette personali per i seminaristi, i capi anziani di tali camerate venivano infatti nominati prefetti.

Possiamo notare anche tramite questa sfaccettatura cattolica di come il carattere prefettoriale sia perlopiù interpretativo. Per la maggiore, egli ha un carattere rappresentativo, anche se in passato (specialmente durante l’età napoleonica e durante il fascismo) svolgeva una funzione governativa.

 

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