Primarie di partito: La politica partecipata

Spesso si sente parlare delle primarie di un partito, ma non tutti hanno effettivamente chiaro cosa sono e, soprattutto, a cosa servono. Sostanzialmente, le primarie sono elezioni interne ad un partito che possono esser votate anche dal popolo.

Primarie politiche

Per questo motivo risultano utili anche per le persone fuori dalla politica, in quanto saranno loro stesse a scegliere chi sarà l’eletto all’interno del partito. Tuttavia, nonostante le primarie abbiano una storia relativamente lunga, in Italia sono apparse solo nel ventunesimo secolo.

Le primarie in Italia

I primi cenni di primarie in Italia si hanno infatti solamente nel 2005, quando Romano Prodi promosse, per il suo partito “L’Unione”, l’elezione del presidente della giunta regionale Pugliese e Calabrese da parte del popolo tramite elezioni primarie.

Da notare che, in gran parte dei casi, in Italia le primarie vengono promosse dai partiti di sinistra/centro-sinistra e, raramente, dalla destra e dal centro-destra. Infatti, come specificato in precedenza, partiti di centro-sinistra come L’Unione o il Partito Democratico (e in alcuni casi anche il Movimento 5 Stelle) hanno presentato la possibilità di votare alle primarie in diverse occasioni.

Nonostante vennero fatte proposte di primarie per quanto riguarda gli orizzonti del centro-destra (come nel caso di Marco Follini del partito UDC), queste iniziative furono perlopiù deviate e mai seriamente realizzate.

Inoltre, le primarie non hanno una legislazione propria in Italia. L’unica regione che ha leggi effettive per quanto riguarda le primarie è la Toscana. Si può quindi dedurre che lo stato attuale delle elezioni primarie di partito è ancora agli albori nel bel paese rispetto ad altri stati europei ed extraeuropei.

L’utilità delle primarie

È opportuno precisare che, anche se le primarie potrebbero sembrare uno strumento utile per decretare, democraticamente, chi verrà eletto per una carica specifica all’interno di un partito, fino ad oggi non ci sono stati casi eclatanti di particolare efficacia delle votazioni popolari.

Infatti, negli anni ci sono state opinioni contrastanti per quanto riguarda l’utilità delle primarie in Italia. Molti sostengono che, pur essendoci stato un approccio democratico, al termine delle elezioni hanno quasi sempre vinto i candidati favoriti sin dall’inizio.

Ciononostante, è probabile che la realizzazione delle primarie sia ancora acerba in Italia e che, negli anni, abbia bisogno di prendere una sua forma negli anni. Ad esempio, negli Stati Uniti le primarie hanno cominciato a diffondersi nel 1870, proponendo un elettorato sempre più “attivo”, in cui si è affermato “un tipo intermedio di primarie, che consente il voto anche ai cittadini non iscritti al partito, ma potenzialmente sostenitori dei suoi candidati.”.

Detto questo, le primarie in Italia vengono svolte, come si è potuto notare, per i partiti di centro-sinistra e sinistra, per la maggiore. Tuttavia, l’efficienza di queste non è ancora così chiara ed evidente ad ogni cittadino votante.

 

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