Sacha Baron Cohen, un attore poliedrico

Molti conosceranno Sacha Baron Cohen per i suoi film di successo quali Ali G, Borat o Brüno. La comicità di Cohen è ciò che lo ha contraddistinto fino ad oggi e ha permesso lui di vincere un Golden Globe come miglior attore protagonista e di venire candidato ad un Oscar come migliore sceneggiatura.

sacha baron cohen

Particolarità del cinema di Cohen sono le sue spiccate doti comiche-demenziali ma anche i suoi riferimenti alla cultura ebraica. L’attore è nato in una famiglia ebrea ortodossa e la madre ha discendenze israeliane. Da notare che alcuni suoi cugini sono sceneggiatori e produttori cinematografici (Ash e Simon Baron-Cohen, quest’ultimo famoso psicopatologo).

Nonostante la caratteristica comico-demenziale dei film di Cohen, spesso si è cimentato anche in parti più “seriose” e introspettive, come ad esempio in Sweeney Todd, Il diabolico barbiere di Fleet Street oppure in Alice attraverso lo specchio.

Cohen ha preso parte anche a diverse trasmissioni televisive quali Jack and Jeremy’s Police, The 11 O’Clock Show, e il suo Ali G show, in cui interpreta l’omonimo personaggio. Ha fatto parte anche di serie TV americane come Who Is America? e anche The Spy.

Non solo cinema e tv, ma anche il doppiaggio fa parte del poliedrico repertorio di Sacha Baron Cohen. Tra il vasto curriculum di doppiaggio rientrano i tre film di Madagascar ed alcune puntate dei Simpson.

Da notare che gran parte dei suoi film sono stati prodotti da lui stesso. I tre pilastri della sua carriera (Ali G, Borat e Brüno) sono stati prodotti interamente da Cohen. Altri film la cui produzione è stata curata dall’attore americano sono A cena con un cretino, Il dittatore, Grimsby e la serie tv Who Is America.

In Italia, Sacha Baron Cohen è stato doppiato molto spesso da Pino Insegno, eccetto Sweeney Todd e i tre film di Madagascar (il cui doppiaggio è stato curato da Oreste Baldini).

Sacha Baron Cohen e i social

Recentemente, Cohen ha rilasciato una sua dichiarazione su come i social stiano distruggendo la democrazia e di come questi sembrano non avere limiti.

Cohen ha dichiarato che “Facebook, YouTube e Google, Twitter e tutti gli altri […] Raggiungono miliardi di persone. Gli algoritmi su cui sono basate queste piattaforme amplificano deliberatamente quei contenuti che permettono di mantenere coinvolto l’utente.”

Ancora puntualizza di come i social abbiano permesso di risvegliare una propaganda negativa orientata verso omofobia, islamofobia e antisemitismo: “E non c’è nessuna sorpresa nel fatto che la più grande macchina di propaganda della storia abbia contribuito a diffondere la più antica teoria cospirazionista della storia: la bugia secondo cui gli ebrei siano, in qualche modo, pericolosi.”

Spesso Cohen è stato accusato di bassezza di contenuti e di volontà di “risvegliare” luoghi comuni beceri e non istruttivi. Tuttavia, l’attore ha dichiarato che ha provato a “[…]utilizzare i miei personaggi per indurre le persone ad abbassare la guardia e tirare fuori le loro vere convinzioni, pregiudizi compresi”.

In sintesi, Cohen ha cercato di affermare che i social sono un territorio in cui i complottismi possono prendere piede in maniera esponenziale, proprio come se questi avessero luogo in una grandissima piazza di città.

L’attore constata ancora che “[…] purtroppo ci saranno sempre razzisti, misogini, antisemiti e molestatori di bambini. Ma io credo che tutti possiamo essere d’accordo sul fatto che non dobbiamo dare agli intolleranti né ai pedofili una piattaforma libera che permetta loro di amplificare le loro visioni della realtà e prenda di mira le vittime.”.

Zuckerberg ha affermato che mettere nuovi limiti sui contenuti dei post sarebbe “un passo indietro della libertà di espressione”. Cohen afferma che questa “[…] è una totale assurdità. Il primo emendamento dice che ‘Il Congresso non farà leggi’ che andranno a ledere la libetà di parola, tuttavia questo non vale per i business privati come Facebook.”

Insomma, Cohen dimostra, nonostante la sua beffarda comicità, di avere uno spinto attivismo politico che vive anche al di fuori dei suoi personaggi, bensì questi ultimi fungono proprio da chiave di lettura del suo pensiero attivista e democratico.

 

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