SEO e keywords: i cambiamenti

Per tutti coloro che pubblicano contenuti su Internet, sanno che la SEO è un criterio fondamentale per indicizzarsi. Cos’è la SEO? È intesa come SEO l’ottimizzazione sui motori di ricerca effettuata tramite l’uso di elementi testuali specifici come keyword, tag title, link interni ed esterni.

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Molti esperti SEO sanno tuttavia che i cambiamenti d’indicizzazione sono frequenti e non è sempre facile stare al passo coi tempi. Ad ogni modo, per essere indicizzati tramite il cosiddetto traffico organico (raggiunto grazie ad una buona SEO e non con annunci a pagamento) si ha bisogno di molta pazienza, sia per scrivere buoni contenuti sia per capire quali sono i criteri SEO più recenti.

Come si può scrivere buoni contenuti? Una delle prime domande da farsi è: per chi stiamo scrivendo? Vista la forte competizione sul web, è sempre meglio insistere su un target specifico che andare a scrivere contenuti casuali che sono per tutti e per nessuno.

Non c’è un metodo di scrittura unico per acchiappare tutti i lettori, bensì ogni ambito avrà il suo tono e la sua modalità di scrittura che rispecchia il carattere di un determinato bacino d'utenza. Soprattutto se stiamo scrivendo un blog aziendale, è d’uopo considerare la propria clientela ed i loro desideri per far sì che questa legga costantemente gli articoli pubblicati.

L’importanza dei contenuti per la SEO

Con il passare degli anni, la cosiddetta “keyword stuffing”, ovvero l’abbondanza di parole chiave inserite a iosa nell’articolo solo per essere indicizzati il più in alto possibile sulla SERP (i.e. le pagine che appaiono dopo una ricerca su un motore di ricerca) è andata scomparendo, soprattutto per il poco senso semantico che spesso i contenuti avevano.

Per questo motivo, oggi i contenuti di qualità sono molto più importanti per l'indicizzazione. I fatidici spider riescono sempre più ad analizzare la semantica ed il senso compiuto di un articolo o di un sito, così che questo possa ricevere il posizionamento che gli spetta non per un’abbondanza di keyword ma grazie a frasi semanticamente corrette.

Molto importante oggi è anche l’apparato mobile. In questi ultimi anni, i siti web vengono spesso progettati prima per i dispositivi mobili e solo in un secondo momento per desktop. Questo perché l’utilizzo mobile è sempre più frequente e nei prossimi anni andrà a sorpassare di gran lunga l’utilizzo di un laptop o di un computer fisso per navigare in rete.

Detto questo, per fare una buona SEOpuò essere opportuno sistemare grafiche semplici, frasi brevi, elenchi puntati e immagini che non abbondino ma che rientrino perfettamente nello schermo di uno smartphone.

Le keyword nella SEO moderna

Come accennato in precedenza, la competizione è dilagante e le keyword hanno un compito differente per la SEO odierna. Se in passato era la quantità a premiare i contenuti, oggi è la qualità e soprattutto la scelta sensata delle keyword.

Ad esempio, se abbiamo un blog di computer e scegliamo una parola chiave come “laptop”, sarà molto difficile posizionarsi e rimanere ai primi posti sulla SERP. Se invece si opta per una keyword come “laptop usati a Firenze” si insiste su un bacino d’utenza specifico e si hanno maggiori possibilità di scalare la SERP per le ricerche correlate a quel campo d'interesse.

Non per niente, se si dimostra una certa coerenza nei contenuti e si ha un obiettivo ben preciso quando si desidera posizionare il proprio sito, gli spider potranno notarlo e di conseguenza possono far apparire le pagine ottimizzate nei primi posti della SERP.

Da notare che in questi ultimi periodi si stanno diffondendo sempre più le ricerche vocali. Se in passato bastava scrivere una frase come “automobili epoca Milano”, oggi è sempre meglio scriverla come una persona la ricercherebbe da un dispositivo vocale come ad esempio Alexa (una cosa come “automobili d’epoca a Milano” può avere più senso rispetto alla frase precedente).

La SEO è in costante cambiamento e ci stiamo avvicinando sempre più verso un senso semantico e non più “computerizzato” come in passato. Anche i computer stanno capendo che dietro ad uno schermo ci sono delle persone umane e non dei robot che digitano codici con uno sterile senso logico.

 

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