Stranger Things, la nuova serie diventata cult

Chiunque possieda un dispositivo con Netflix installato (o chiunque guardi serie tv in streaming) avrà sicuramente sentito parlare di Stranger Things, la nuova serie che è divenuta un vero e proprio cult delle serie tv.

stranger things serie

Il successo è dovuto non solo al suo format in cui vede piccoli ragazzi trasformare un’avventura di Dungeons & Dragons in una tenebrosa realtà, ma anche la trama incalzante e piena di colpi di scena è ciò che la caratterizza.

Il particolare stile di Stranger Things è inoltre condito da un’atmosfera in stile anni ottanta, soprattutto per quanto concerne i personaggi e l’atmosfera circostante della città di Hawkins (città fittizia situata nei pressi del Nevada negli Stati Uniti).

Nello specifico, Stranger Things è stata ideata da Matt Ross Duffer esclusivamente per Netflix e narra di eventi legati a bambini scomparsi e di una bambina con poteri sovrannaturali scappata da un laboratorio scientifico che sembra essere a conoscenza della causa della cattura, ovvero un presunto mondo parallelo.

Con celebri attori come Winona Ryder e David Harbour, Stranger Things è stata recepita in modo perlopiù positivo dalla critica cinematografica, premiando non solo le performance di attori veterani ma anche quella dei giovani bambini, protagonisti della serie.

Il ritmo incalzante di Stranger Things

Come accennato in precedenza, successivamente ad una campagna di D&D si verifica una scomparsa di un bambino, scomparsa non inizialmente compresa dal gruppo. In seguito a tale evento, una bambina chiamata Undici (Eleven) scappa da un laboratorio scientifico, laboratorio in cui veniva torturata e sfruttata per i suoi poteri sovrannaturali.

Si scoprirà che esiste un mondo parallelo alla realtà, ovvero il “sottosopra” (Upside Down). In questo mondo circolano creature bizzarre e senza volto, oltre che scenari grotteschi e squallidi in cui vengono racchiuse le persone rapite.

I principali “detective” della serie sono i bambini Mike, Dustin e Lucas insieme alla nuova arrivata Undici. Tuttavia, collaborano alle investigazioni anche la madre del bambino scomparso (Wynona Rider), il fratello (Charlie Heaton) e lo sceriffo Jim Hopper (interpretato da David Harbour).

La prima stagione consolida un’atmosfera di mistero ed una sensazione di suspense costante che non risolve ancora il dilemma della cattura dei personaggi. Attualmente, la serie è arrivata alla terza stagione e se ne prevede una quarta di chiusura.

La produzione di Stranger Things

I due produttori di Stranger Things hanno esplicato la loro passione per il cinema anni ottanta e con Stranger Things hanno voluto celebrare tale stile cinematografico che, a detta loro ha “affascinato una generazione”.

Non per niente Ross e Matt Duffer sono grandissimi fan dei classici di Stephen King (come IT o Shining, ad esempio), di Steven Spielberg e di John Carpenter (celebre autore de “La Cosa”). Tuttavia, il film che ha dato la principale ispirazione ai due produttori sembra essere stato “Prisoners”, film noir diretto da Denis Villeneuve.

Ci sono anche tante altre influenze che hanno determinato il tipo di produzione adottato dai fratelli Duffer, ovvero film come ad esempio E.T l’extra-terrestre, I Goonies, Nightmare e, come accennato in precedenza, La Cosa di John Carpenter (appositamente rivisto dai registi subito prima di andare in produzione).

Tante sono anche le referenze alla guerra fredda. I riferimenti al progetto MK ULTRA (specialmente durante le scene correlate a Undici e al suo passato) sono frequenti. Tante altre sono le scene in cui si sposta il focus verso l’avventura ed un mondo senza Internet e cellulari, in cui lo spirito di rischiare era ben diverso dal presente.

Inoltre, l’apparato horror caratterizza buona parte della serie. Influenze come Aliens di James Cameron si notano ampiamente nelle sceneggiature. Da notare che il lato più grottesco sorge con il passare delle stagioni. Già nella seconda stagione si possono notare tonalità più dark e tendenzialmente orientate verso l’horror.

Tutti gli effetti speciali sono stati creati grazie a protesi, CGI ed animatronica, strumenti utili per rendere il più efficace possibile l’atmosfera anni ottanta, non riproducibile fedelmente con il solo ausilio dei computer moderni.

 

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