Testi antichi e testi sacri: una tradizione italiana

Ci sono molte correlazioni per quanto riguarda i testi antichi e i testi sacri, soprattutto considerando il frangente italiano. Basti pensare ai numerosi testi sacri appartenenti alla cultura latina, come la Bibbia o i testi di Saffo, per esempio, ma anche considerando i vari libri antichi che fanno parte della letteratura del bel paese che, per molti, risultano veri e propri pezzi d’antiquariato.

testi antichi

I testi sacri

Nello specifico, si può catalogare i testi sacri sotto la dicitura di documento (o anche opere letterarie) che fanno parte delle sacre scritture religiose o di movimenti spirituali. Considerando la storia, i testi sacri hanno incarnato diversi caratteri, anche se in gran parte dei casi questi hanno cercato di analizzare l’origine del mondo e dell’uomo, insieme ad una sua divinità. Alcuni altri libri sacri si sono occupati invece di scavare nella spiritualità dei riti e dei cerimoniali.

Nonostante si siano scritti testi sacri praticamente da quando esiste l’essere umano, il primo vero e proprio manoscritto che fu diffuso tramite scrittura stampata fu il Sutra del Diamante, un testo che fa parte della cultura buddhista che ha origine in India. Il testo venne stampato per l’esattezza nell’868 d.C. in Cina.

Si può senz’altro far riferimento anche a culture europee come quella ellenica. Infatti, i Greci avevano una visione religiosa leggermente diversa da quella monoteista e cosmogone come la si conosce oggi. Infatti, capostipiti dei testi sacri ellenici erano i poemi mitologici di Omero e Esiodo. Qui risiedevano culti e riti caratterizzanti la cultura greca, resi in chiave spirituale e religiosa.

Tuttavia, ciò che ha decretato la presenza spirituale nella cultura greca furono perlopiù filosofi come Platone, ad esempio. Quest’ultimo scrisse diverse riflessioni teologiche e filosofiche che mutarono diverse prospettive spirituali e divine della cultura del tempo.

La spiritualità dei testi sacri

I testi sacri vengono ritenuti divini o comunque dedicati alla spiritualità. Spesso questi cominciano con titoli come “Parola di Dio”, nel caso del cristianesimo, oppure con “Così ho udito” nel caso del Buddhismo. Si può notare con queste differenti diciture di come la spiritualità e la religione nei testi sacri viene intesa diversamente da ogni cultura.

Infatti, i diversi atteggiamenti dei credenti sui testi sacri cambiano da una religione all’altra. Alcune religioni dispongono dei testi sacri verso il popolo senza nessuna restrizione, altre invece li conservano segretamente, ritenendo che certi testi necessitano di rimanere nascosti e leggibili solo da alcuni. Ci sono anche religioni che possiedono entrambe le caratteristiche, offrendo testi disponibili a tutti ma censurandone altre alla plebe.

Ad ogni modo, gran parte delle religioni hanno provveduto a promulgare una serie di norme che vanno a delimitare i testi sacri stessi, così che questi non possano esser cambiati nel tempo o reinterpretati personalmente. Le traduzioni di questi testi devono infatti esser fedeli alle diciture ufficiali e, solitamente, è prediletto il testo in lingua originale.

Testi antichi letterari

Non solo religione: molti sono anche i testi antichi dedicati alla letteratura che, nonostante non fossero ufficialmente libri decretati “sacri”, risultavano di un certo spessore fin dall’antichità. Senz’altro, la bibbia e i suoi libri perduti sono molto ricercati da personaggi religiosi e dai cultori, ma ci sono tante altre testimonianze antiche letterarie come ad esempio i libri Sibilini, testi in greco conservati sul Campidoglio fino all’83 a.C., fino a quando bruciarono inaspettatamente in un incendio.

Questi ultimi testi vennero addirittura ricostruiti e riformulati, anche se non ebbero particolar longevità anche negli anni a venire. Infatti, nel V secolo d.C. questi vennero distrutti di nuovo. Stavolta non fu un incendio ma fu un ordine di Stilicone, un vandalo del tempo che ebbe paura che questi finissero in cattive mani.

Spostandosi di nuovo verso la cultura ellenica, si ha una storia analoga per quanto riguarda le famose poesie di Saffo. Infatti, la poetessa compose circa diecimila versi, di cui fino ad oggi ne sono stati recuperati (completamente) solo il famoso "Inno ad Afrodite", componimento dedicato all’amore.

Tanti altri sono i libri antichi (sacri e non) che sono stati recuperati solo parzialmente e possiedono un che di mistero ancora indecifrabile. Si può infatti citare altri libri antichi recuperati in parte come l’Achilleis di Eschilo, i Codici Maya, l’Avesta o il Sesto Classico di Confucio e la lista può andare ancora avanti.

 

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