Traduzione e interpretariato: la differenza tra un traduttore e un interprete

Conoscere una lingua straniera è oggi un must, sia per uso personale che per scopi professionali. Questi ultimi possono riguardare traduzione e interpretariato ed hanno bisogno, nella maggior parte dei casi, di notevoli studi pregressi e qualifiche che possano attestare la competenza di un interprete o di un traduttore.

traduzione e interpretariato

Ma cos’è un interprete? Qual è la differenza tra un interprete e un traduttore? I traduttori si occupano di tradurre un testo o un discorso da una lingua straniera verso la propria lingua madre. I traduttori professionisti hanno formazioni e studi che permettono loro di esser qualificati tali, a differenza di chi traduce per hobby o comunque per chi lo fa senza nessuna qualifica o studio pregresso.

L’interprete, a differenza del traduttore, si occupa di tradurre oralmente un testo o un discorso. In gran parte delle situazioni, gli interpreti operano traducendo dalla lingua straniera verso la propria madrelingua (in alcuni casi accade anche l’opposto).

L’interprete è una figura che si distingue in interprete simultaneo ed interprete consecutivo. Come si può dedurre, chi svolge interpretariato simultaneo si occuperà di tradurre sul momento, mentre l’interprete consecutivo annoterà prima alcuni appunti per poi ritradurli in un momento seguente.

Da notare che l’interprete può anche occuparsi di altre mansioni più specifiche e particolari, come ad esempio l’interpretariato per il tribunale o per la lingua dei segni. Detto questo, si può dedurre di come l’interprete necessita di conoscere approfonditamente la lingua e, soprattutto, la cultura con cui dovrà interagire.

Lavorare come traduttore

Come già accennato, gran parte dei traduttori ed interpreti professionisti hanno seguito un percorso professionale che ha permesso loro non solo di acquisire competenze specifiche per tradurre ed interpretare, ma anche di ottenere una qualifica riconosciuta a livello nazionale e possibilmente internazionale.

La prima cosa da considerare è senz’altro l’apprendimento approfondito della lingua straniera con cui si vorrà operare. Successivamente ad una pratica e ad uno studio teorico della lingua, il traduttore potrà andare approfondendo un topic specifico come ad esempio l’ambito medico, l’ambito legale, l’ambito scientifico, etc.

Ad esempio, se si ha l’ambizione di voler fare il traduttore letterario, frequentare un’università come Lingue e Letterature Straniere può essere d’aiuto. Tuttavia, ci sono anche licei e università specifiche per la formazione di traduttori ed interpreti che andranno ancora più nello specifico.

Un traduttore può essere sia dipendente che freelance. In gran parte dei casi, sono dei liberi professionisti che gestiscono autonomamente il lavoro, determinando un proprio prezzo per cartella che viene considerata per un foglio di 1.800 battute. In linea di massima, i prezzi per una cartella possono andare dai 15 ai 20 euro circa.

Lavorare come interprete

Per quanto concerne il mondo dell’interpretariato, le competenze di questo campo sono certamente lingustiche, ma sono anche molto legate alla conoscenza culturale della lingua e del paese con cui si opera. Anche in quest’ambito, una laurea in Lingue e Letterature Straniere può essere utile oppure anche una specializzazione in Mediazione Lingustica.

Ci sono naturalmente corsi ancora più specifici dedicati alla traduzione e all’interpretariato come master o scuole d’interpretazione che permettono non solo di affinare la tecnica ma anche di ottenere un riconoscimento sempre più prestigioso e riconosciuto in ambito professionale.

Come accennato, un interprete si occupa di tradurre un discorso con l’ausilio di una cabina con cuffie e microfono, oppure semplicemente rimanendo accanto alla persona che parla (in questo caso si parla di interpretariato consecutivo e non simultaneo).

Si può notare come sia la figura del traduttore, sia quella dell’interprete abbiano bisogno di studi approfonditi e di pratica. Anche se la professione è tendenzialmente per liberi professionisti, la formazione pregressa è indispensabile per essere ritenuti tali.

Tuttavia, in alcuni casi aziende ed enti di traduzione si affidano anche a professionisti che, pur non avendo qualifiche di nessun tipo, risultano competenti e capace di tradurre determinati tipi di testi. In tali situazioni, il traduttore in questione tende ad essere leggermente più “economico” nei confronti delle aziende, in quanto a volte svolge una professione parallela (ad esempio, può essere che un medico con un ottima competenza nel tradurre dall’inglese all’italiano si occupi di svolgere una traduzione professionale).

 

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