L'arte nobile della Boxe

Per quanto violenta e fisica sia, la Boxe è un’arte nobile dedita non solo allo sforzo e al contatto fisico, ma anche ad una tradizione ed un approccio sportivo che risale ai tempi della Grecia.

boxe arte nobile

Fu infatti l’Iliade a presentare i primi cenni di pugilato. Numerosi sono gli incontri descritti tra due lottatori che, con lacci di cuoio che aiutavano a proteggerli, si sfidavano faccia a faccia.

La boxe nei secoli

Esattamente nel 668 a.C. una lotta molto vicina al pugilato diventò una vera e propria disciplina olimpica e esistono tuttora documenti scritti che riportano i nomi dei vincitori negli anni. Basti pensare che è presente un albo con più di mille anni di storia che ha riportato imprese indelebili nel mondo della lotta e del pugilato.

In antichità non erano ancora previste categorie come esistono tutt’oggi (in cui si divide i partecipanti in base al peso, ad esempio). Tuttavia, solamente gli atleti particolarmente prestanti potevano partecipare alle competizioni dell’epoca che, in alcuni casi, accettavano anche esiti piuttosto cruenti come ferite molto gravi e addirittura morte. Questa veniva tollerata negli incontri, in quanto ritenuta una causa di una superiorità atletica dell’avversario.

I primi cenni di pugilato moderno si hanno nel 1700, dove a Londra nacque una scuola moderna di pugilato. nella scuola veniva insegnata la nobile arte della difesa e della boxe ma anche tematiche personali come l’autodifesa e il far valere i propri diritti. In quegli anni, il pugile Figg era l’atleta più rinomato, con un fisico da marcantonio ed un peso ed un altezza rispettivamente di 84 kg e 184 cm d’altezza.

I ring, gli arbitri e le scommesse nella boxe

Circa negli ani ’50 del 1700, venne costituito un ring per effettuare i combattimenti di boxe. Specificamente, venne istituita una piattaforma delimitata da corde e con un arbitro al suo interno che controllasse i tempi di combattimento. In quegli anni alcuni colpi venivano vietati, quali colpi con la testa, piedi, ginocchia e sotto la cintura.

Particolarità dell’epoca era il fattore scommesse. Prima di ogni combattimento, quasi tutti gli spettatori scommettevano su un lottatore o sull’altro e, a sua volta, anche i pugili stessi potevano puntare (su sé stessi o sull’altro). Johnson Jackling fu un mero esempio di come puntò su sé stesso e incassò molti soldi in quel periodo (anche se morì in povertà, in quanto sperperò tutti i suoi averi).

Uno tra i primi veri incontri ritenuti “ufficiali” fu il famoso incontro tra Sayer e Heenan, esattamente nel 1825. Anche se venne controllato da un arbitro, tale incontro finì in un invasione di campo da parte del pubblico ed un fuga dell’arbitro stesso. Il tutto si concluse con un verdetto finale che indicò il pareggio.

Dopo questo evento (e la presa di coscienza che le scommesse stavano causando parecchi problemi) venne deciso di scrivere regole apposite su cui gli arbitri potevano basarsi, senza dover esser sovraccaricati dalla pressione del pubblico.

La boxe moderna

Pochi anni dopo vennero infatti introdotte tre nuove categorie, ovvero quelle dei pesi massimi, dei pesi medi e dei pesi leggeri. Il KO venne impostato dopo un conteggio di 10 secondi e, nel frattempo, l’altro pugile doveva allontanarsi per far sì che l’arbitro potesse effettivamente dichiarare il Knockout dell’avversario.

Le riprese cominciavano a durare 3 minuti con una pausa di 1 minuto tra l'una e l'altra. Anche se non era ancora definito il numero delle riprese, i due pugili potevano trattare e deciderlo personalmente, oppure l’arbitro faceva continuare fino a che uno dei due non soccombeva.

Solo nei primi anni del 1900 si ebbero categorie simili a quelle di oggi. Si parlava di pesi medio-leggeri, piuma, gallo, etc. così da poter equilibrare il più possibile gli incontri. Le riprese arrivarono ad un massimo di 20 e, così facendo, venne impostato nel regolamento un sistema a punti che permetteva all’arbitro di decidere chi fosse il vincente, in base a chi avesse realizzato più punti dell’altro.

La boxe è sempre stata ritenuta una arte nobile della difesa, anche se nei secoli ha subito differenti mutazioni che hanno portato questo sport fra uno dei più importanti per quanto riguarda la lotta e il contatto fisico.

 

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