Quanto anticipo serve, oggi, per vedere da vicino la Fontana di Trevi, salire al Seceda o percorrere la Via dell'Amore? Fino a pochi anni fa la domanda non si poneva: bastava arrivare. Nel 2026 un numero crescente di luoghi simbolo del turismo italiano richiede invece un biglietto, una prenotazione a fascia oraria o un permesso di transito, con regole che cambiano da una destinazione all'altra e spesso anche da una stagione all'altra.
Per chi sta già pensando ai viaggi della prossima primavera, la conseguenza pratica è che queste tappe non si possono più trattare come soste improvvisate lungo l'itinerario. Vanno messe in calendario come si fa con un volo o con un museo a ingresso contingentato, verificando caso per caso cosa è richiesto, in quali periodi e per chi.

Tre modi diversi di regolare l'accesso
Sotto l'etichetta generica di "ticket anti-overtourism" convivono strumenti piuttosto diversi, e distinguerli aiuta a capire cosa serve davvero prima di partire:
- il contributo per i visitatori giornalieri, che riguarda un'intera area urbana e si applica solo in alcune giornate: è il modello adottato da Venezia;
- il biglietto per un singolo monumento, spesso abbinato a un numero massimo di persone presenti nello stesso momento, come alla Fontana di Trevi o al Pantheon;
- la regolazione degli accessi a un'area naturale, che può riguardare la strada, il parcheggio, l'impianto di risalita o il sentiero, come al Lago di Braies, al Seceda o sulla Via dell'Amore.
La differenza non è solo formale. Nel primo caso chi pernotta nella località è di norma esente, perché versa già l'imposta di soggiorno; nel secondo il biglietto riguarda tutti i non residenti, indipendentemente da dove dormono; nel terzo il vincolo colpisce spesso il mezzo con cui si arriva più che la persona, e le alternative a piedi, in bicicletta o con il trasporto pubblico restano possibili.
Roma: la Fontana di Trevi e i siti diventati a pagamento
Dal 2 febbraio 2026 l'accesso al catino della Fontana di Trevi, cioè l'area più vicina alla vasca, richiede per turisti e non residenti un biglietto da 2 euro. Secondo le indicazioni del portale ufficiale Turismo Roma, il biglietto è richiesto tutti i giorni dalle 9 alle 22, compresa la prima domenica del mese, e si acquista online sul sito ufficiale della fontana, presso i Musei Civici, nei Tourist Infopoint e all'ingresso, dove si paga solo con carta. Restano gratuiti i residenti a Roma e nella Città Metropolitana, con documento d'identità, i bambini fino a 5 anni e le persone con disabilità con il loro accompagnatore. Il monumento rimane comunque visibile senza biglietto dalla piazza e dopo la chiusura serale.
La misura nasce da numeri difficili da gestire: secondo i dati riportati dal Corriere della Sera a dicembre 2025, nel solo primo semestre di quell'anno la fontana aveva superato i 5,3 milioni di visitatori, più degli ingressi registrati dal Pantheon nell'intero 2024. Il biglietto si inserisce inoltre nel nuovo sistema tariffario dei Musei Civici entrato in vigore a inizio febbraio, che ha reso a pagamento per i non residenti alcuni siti prima gratuiti, tra cui il Museo Napoleonico e la Villa di Massenzio. Il precedente più noto resta il Pantheon, visitabile con biglietto dal 2023.
Per chi organizza un fine settimana nella Capitale, il risultato è che nella tabella di marcia e nel budget entrano anche luoghi che fino a poco tempo fa si attraversavano liberamente, magari più volte nella stessa giornata.
Lago di Braies: la regola riguarda la strada
In montagna la logica cambia. Al Lago di Braies, in Alto Adige, nel periodo di maggiore afflusso la valle è raggiungibile in auto solo con una prenotazione online o un permesso di transito. Per il 2026, secondo il portale turistico provinciale Südtirol, la regola è valsa dal 1° luglio al 15 settembre, dalle 9 alle 16, mentre le navette delle linee 439 e 442 richiedevano a loro volta la prenotazione online con pagamento anticipato.
Chi arriva a piedi o in bicicletta non è soggetto al vincolo, e chi frequenta ristoranti o servizi della valle riceve un permesso di transito. Fuori dal periodo estivo l'accesso torna libero: un dettaglio che rende l'autunno e l'inizio dell'estate i momenti più semplici da organizzare, a patto di accettare condizioni meteo meno prevedibili.
Seceda: posti limitati per fascia oraria
In Val Gardena il caso del Seceda mostra quanto rapidamente possano cambiare le regole. L'estate 2025 era stata segnata dalle lunghe code alla funivia e dal tornello da 5 euro installato da alcuni proprietari dei pascoli lungo un sentiero panoramico, una scelta privata molto discussa. Dal 22 maggio 2026, per salire in funivia occorre indicare una fascia oraria al momento dell'acquisto online del biglietto, anche per chi possiede la Gardena Card; chi compra in cassa può salire solo se nella fascia desiderata restano posti disponibili.
È un modello destinato a diffondersi: la prenotazione a fasce non vieta l'accesso, ma sposta la scelta dal momento dell'arrivo a quello della pianificazione. Per il visitatore significa decidere in anticipo non solo il giorno, ma anche l'orario della salita, e costruire attorno a quell'orario il resto della giornata.
Cinque Terre: la Via dell'Amore su prenotazione
Il sentiero di circa 900 metri tra Riomaggiore e Manarola, riaperto dopo dodici anni di chiusura, è percorribile solo con biglietto e prenotazione di data e fascia oraria. Il sito ufficiale della Via dell'Amore indica un prezzo a partire da 10 euro, un percorso a senso unico da Riomaggiore verso Manarola e, per il periodo dal 26 ottobre 2026 al 28 marzo 2027, un orario ridotto dalle 9 alle 18, con ultimo ingresso alle 17:30. L'accesso è collegato alla Cinque Terre Card, che resta lo strumento per i sentieri e i treni locali dell'area.
Il senso unico ha una conseguenza pratica spesso sottovalutata: la giornata va costruita partendo da Riomaggiore, prevedendo il rientro in treno o lungo altri percorsi. Nei mesi invernali, con l'ultimo ingresso anticipato al pomeriggio, conviene inoltre fissare la fascia oraria prima di definire gli spostamenti tra un borgo e l'altro.
Venezia: cosa si sa del 2027
Il funzionamento del contributo di accesso veneziano nella stagione 2026 è descritto nell'approfondimento sulle tendenze del turismo sostenibile in Italia; qui interessa soprattutto cosa potrebbe cambiare. La stagione si è chiusa il 26 luglio e, secondo i dati diffusi dal Comune a fine periodo e ripresi dalla stampa, oltre 650.000 visitatori giornalieri hanno versato il contributo, per un incasso superiore a 5 milioni di euro. Il portale ufficiale del contributo di accesso precisa che la sperimentazione 2026 è terminata e che l'eventuale applicazione negli anni successivi spetta agli organi di governo del Comune.
Le ipotesi emerse finora vanno in una direzione precisa. Il sindaco Simone Venturini, eletto nel 2026, ha proposto di portare il contributo a una cifra compresa tra 30 e 50 euro in alcune giornate di punta, una modifica per cui ha annunciato un confronto con il Governo; l'amministrazione ha parlato anche di un possibile ampliamento del calendario oltre il periodo aprile-luglio. Al momento della stesura di questo articolo non risulta pubblicato un calendario per il 2027: chi pensa a una gita in giornata la prossima primavera farà bene a controllare il portale del Comune prima di acquistare treni o voli non rimborsabili.
Come cambia l'organizzazione del viaggio
Il primo effetto concreto riguarda i tempi. Dove esiste una tariffa legata all'anticipo, come a Venezia, o un numero limitato di posti per fascia oraria, come al Seceda e sulla Via dell'Amore, prenotare all'ultimo momento costa di più o espone al rischio di non trovare disponibilità nell'orario desiderato. Conviene quindi fissare questi ingressi subito dopo aver scelto le date, prima di bloccare trasporti e alloggi non rimborsabili.
Il secondo riguarda il modo di arrivare. Nelle aree naturali le restrizioni colpiscono soprattutto l'auto privata: navetta, treno, bicicletta o un tratto a piedi diventano spesso la soluzione più semplice, verificando però in anticipo se anche il trasporto pubblico richiede una prenotazione, come accade per le navette di Braies.
Il terzo riguarda le esenzioni, da leggere con attenzione. Pernottare nella località, viaggiare con bambini piccoli o risiedere nella zona può cambiare del tutto il quadro, ma in diversi casi l'esenzione richiede comunque una registrazione o l'esibizione di un documento ai varchi. Resta infine la stagionalità: molte di queste regole valgono solo in alcuni mesi o in alcune fasce orarie, e scegliere un periodo diverso o un orario più mattutino è ancora il modo più efficace per trovare questi luoghi meno affollati.
Chi sta valutando una meta per i prossimi mesi trova altri spunti, dalle vacanze con i bambini ai criteri per scegliere la struttura giusta, nella sezione Turismo del portale.



